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Ex Ilva, bufera dopo il post di un dirigente: «Lavoratori travolti dal chiacchiericcio». I sindacati: «Intervengano i commissari»

«Saremo sicuramente scomodi, ma se ne faccia una ragione: noi non saremo mai dalla parte di chi minimizza sulle questioni ambientali e sanitarie»

Ex Ilva, bufera dopo il post di un dirigente: «Lavoratori travolti dal chiacchiericcio». I sindacati: «Intervengano i commissari»
(Foto di repertorio)

I sindacati metalmeccanici chiedono l’intervento dei commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria dopo un post pubblicato su Facebook da un dirigente del gruppo, accusato dalle rappresentanze dei lavoratori di alimentare tensioni e soffiare sul fuoco in una fase già delicatissima per lo stabilimento dell’ex Ilva di Taranto e per la città.

In una nota unitaria, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb replicano al post nel quale il dirigente definisce il popolo dei lavoratori come manipolato da «chiacchiericcio, illusione e incompetenza», bollando il documento delle parti sociali come un «manifesto funebre che trasforma la Siderurgia in Noderurgia».

Le sigle scrivono: «Saremo sicuramente scomodi, ma se ne faccia una ragione: noi non saremo mai dalla parte di chi minimizza sulle questioni ambientali e sanitarie, così come non tolleriamo che i lavoratori vengano presi di mira per responsabilità che non hanno».

I rappresentanti dei lavoratori chiedono alla gestione commissariale di prendere provvedimenti nei confronti di chi esaspera il clima aziendale: «Chiediamo ai commissari straordinari di AdI in As di intervenire con fermezza su chi soffia sul fuoco con irresponsabilità».

Nella nota, Fim, Fiom, Uilm e Usb ricordano come in questi anni l’azione sindacale si sia costantemente battuta per ottenere risorse finanziarie e interventi straordinari finalizzati a garantire la sicurezza degli operatori e la salvaguardia dell’ambiente. «Serve senso di responsabilità e rispetto verso i lavoratori e la città, in particolar modo in questa fase complessa che stiamo per affrontare. Non faremo sconti a nessuno», concludono le organizzazioni sindacali.