C’è anche un agente della polizia penitenziaria, già arrestato nell’ottobre del 2024, tra gli 11 destinatari di altrettante misure cautelari emesse dalla Procura di Taranto nell’ambito di un’inchiesta relativa all’introduzione di droga, telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici nel carcere del capoluogo ionico.
Le misure sono state eseguite dagli agenti della polizia penitenziaria con il supporto dei colleghi della polizia di Stato. Dieci persone sono state arrestate (cinque in carcere – due lo erano già – e cinque ai domiciliari) e nei confronti dell’undicesimo indagato è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’agente penitenziario, in particolare, era stato arrestato nell’ottobre del 2024 dopo il ritrovamento, nella sua auto parcheggiata all’interno del perimetro del carcere, di circa 900 grammi di hashish, 10 di cocaina, telefoni cellulari e schede telefoniche.
Le indagini, avviate nel maggio 2024 dal reparto di polizia penitenziaria e dalla squadra mobile, avrebbero ricostruito un presunto sistema di spaccio di hashish e cocaina gestito da tre detenuti del circuito di media sicurezza. La droga sarebbe stata rivenduta all’interno dell’istituto a prezzi superiori rispetto a quelli del mercato esterno.
Secondo gli investigatori, stupefacenti e cellulari arrivavano fino alle finestre delle celle tramite droni di grandi dimensioni oppure con la complicità di persone esterne. I pagamenti sarebbero avvenuti attraverso bonifici, ricariche di carte prepagate o perfino con pacchetti di sigarette poi rivenduti.
Il ruolo dell’agente di polizia penitenziaria finito ai domiciliari
Avrebbe incassato 8mila euro per introdurre hashish e telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Taranto. Con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è finito ai domiciliari Domenico Matera, di 52 anni, agente della polizia penitenziaria coinvolto nell’inchiesta.
Il provvedimento cautelare, firmato dal gip Giovanni Caroli dopo gli interrogatori preventivi, riguarda complessivamente 11 persone: cinque destinatarie della custodia in carcere, cinque ai domiciliari e una sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In carcere sono finiti Vincenzo Leone, Luigi Bello, Antonio Albano, 49 anni, Daniele Leone, 45 anni, e Anna Pulpito, 40 anni. Ai domiciliari, oltre a Matera, sono stati posti Massimo Scardicchio, 33 anni, Marika Fanelli, 46, Teresa Malizia, 32, e Adele Santamarina, 73. Per una 46enne è stato disposto l’obbligo di firma.
L’indagine, coordinata del pm Marco Colascilla Narducci, avrebbe fatto emergere un sistema organizzato per introdurre hashish, cocaina, smartphone e microtelefoni tra le celle del penitenziario.
L’attività investigativa dei poliziotti guidati dal vice questore aggiunto Antonio Serpico avrebbe inoltre ricostruito il ruolo di alcuni detenuti del circuito di media sicurezza, ritenuti promotori dello spaccio interno e dei contatti con la rete esterna.
