Sono stati tutti prosciolti dalle accuse i sette commercialisti finiti a processo (con rito abbreviato) con l’accusa di bancarotta fraudolenta relativa al periodo in cui sono stati componenti di Cda, collegio dei revisori e collegio sindacale di Automarket srl, già D’addario auto srl (tra il 2008 e il 2014).
La decisione è stata presa ieri dal giudice per le udienze preliminari che ha accolto i rilievi difensivi degli avvocati Piero Paesanti, Raffaele Errico e Giovanni Vinci ed anche le richieste di patteggiamento a due anni da parte di due imputati. Sarà invece un processo ordinario a far luce sulla presunta bancarotta a partire dal 13 gennaio 2027.
A giudizio è finito l’imprenditore Enzo D’Addario, ex patron del Taranto calcio (difeso dall’avvocato Antonio Raffo) insieme a Vito Grandinetti e Giuseppe Pasca (difesi dall’avvocato Vincenzo Monteforte. Secondo l’accusa, che chiedeva la condanna da tre a cinque anni di reclusione, furono sottratte o nascoste attività, somme e beni aziendali per danneggiare i creditori, creando un buco milionario.
Per la difesa, al contrario, non fu bancarotta e gli atti di distrazione altro non furono che pagamenti per servizi resi tra società dello stesso gruppo.
