Un intervento chirurgico di routine trasformatosi in un vero e proprio calvario durato ben due anni: è quanto accaduto nel 2019 presso la Divisione di Chirurgia Generale dell’ospedale “Giannuzzi” di Manduria a un giovane di 17 anni, al quale i medici hanno dimenticato un corpo estraneo nell’addome al termine di un’operazione per la rimozione dell’appendice.
Nonostante la chiusura della ferita, il paziente ha continuato a soffrire di continui e debilitanti dolori addominali che gli impedivano lo svolgimento delle normali attività quotidiane, spingendolo a recarsi per sei volte nei pronto soccorso di Manduria e Grottaglie, da dove veniva puntualmente dimesso con la sola prescrizione di farmaci analgesici. La svolta è giunta unicamente il 10 agosto 2021 all’ospedale di Taranto, quando una TAC con mezzo di contrasto ha evidenziato la presenza di una clip ematica a densità metallica, un dispositivo utilizzato per prevenire le emorragie interne rimosso solo grazie a un secondo intervento chirurgico.
L’incredibile vicenda ha compromesso seriamente la vita personale e lavorativa del giovane, costringendolo ad abbandonare l’impiego da cameriere e a rinunciare alle aspirazioni da conduttore cinofilo per la Protezione Civile. Alla luce delle perizie medico-legali che confermano la violazione delle regole dell’arte per imprudenza e negligenza e il riconoscimento di un marcato danno biologico, il difensore del paziente, l’avvocato Fabrizio del Vecchio, ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 50mila euro per ampie tutele sul piano biologico, morale ed economico.
