(ANSA) – ROMA, 19 LUG – Il Mondiale allargato a 48 squadre è stato un successo, per qualità del gioco, spettacolo e coinvolgimento. A dirlo, in un primo bilancio del torneo che si conclude stasera, è il responsabile Fifa per lo sviluppo globale del calcio, Arsene Wenger, non proprio una voce terza ma comunque autorevole data la grande esperienza dell’ex tecnico francese, secondo il quale gli interrogativi posti dalla presenza di 38 squadre hanno avuto una risposta positiva. “A mio parere – ha detto in una conferenza stampa – era necessario dal punto di vista etico fare questo passo, perchè alcune confederazioni non erano sufficientemente rappresentate, e poi i dubbi sul fatto che tante nazionali non fossero ‘abbastanza forti’ sono stati fugati da quello che si è visto in campo. Non solo hanno dimostrato di essere all’altezza ma hanno anche offerto partite fantastiche e grande spettacolo”, ha dichiarato Wenger citando in particolare Capo Verde ma sottolineando che in generale in questa coppa del mondo si è visto che il divario tra i Paesi si sta riducendo”. Dal punto di vista tecnico, l’ex allenatore di lungo corso dell’Arsenal ha fatto notare che nel mondiale Under 17, sempre a 48 rappresentative, “sono arrivate in finale quelle che giocavano di più come una squadra. E qui è successo di nuovo”. “L’Argentina lo fa nel modo in cui si comporta, con un po’ più di grinta, un gioco più fisico, tipico del Sud America, e ovviamente anche una qualità eccezionale con un giocatore eccezionale. La Spagna – ha spiegato – gioca di squadra un calcio basato sulla tecnica e sull’intelligenza. Credo che sia un messaggio molto importante: ricordare a tutti che nel calcio la qualità tecnica e l’intelligenza contano più di tutto il resto”. Un’altra chiave di lettura di questo mondiale è stata offerta dall’ex attaccante e tecnico tedesco Juergen Klinsmann, che fa parte del gruppo di studio tecnico della federazione internazionale: “E’ stato interessante osservare gli approcci tecnici di molti allenatori, diversi hanno tenuto un atteggiamento un po’ coperto, con un blocco difensivo basso – ha affermato – Abbiamo visto squadre che si barricavano e cercato di difendersi per arrivare alla partita successiva, ma per lo più non ci sono riuscite. Quindi, in genere, le squadre più difensive non sono passate, il che è un bene per il calcio”. Un ultimo appunto statistico, sempre fornito da Klinsmann, rivela che ci sono stati più gol da tiri dalla distanza “da 20-22 metri fuori area, attraverso molti giocatori, il che rende molto difficile il compito dei portieri”. (ANSA).
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