Nuova bufera nel mondo del calcio e della politica. Igli Tare, noto ex calciatore e storico dirigente sportivo (passato anche tra le fila della Lazio), è finito nel mirino della Spak, la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione. Le accuse a suo carico sono pesanti: presunto riciclaggio e corruzione.
L’inchiesta si snoda attorno alla figura dell’ex vice premier albanese, Belinda Balluku, inizialmente accusata di violazioni in gare d’appalto. Secondo gli investigatori, il legame tra Tare e la politica riguarderebbe una lussuosa villa situata in un complesso turistico sulla costa ionica. L’immobile sarebbe stato offerto a Balluku come tangente per un appalto concesso a un’impresa edile ai tempi in cui guidava la società di controllo del traffico aereo “Albcontrol”.
Per occultare l’operazione illecita, la villa sarebbe stata registrata a nome di Tare, il quale avrebbe poi stipulato un contratto d’affitto fittizio con l’ex capogabinetto di Balluku. Per la Spak, la proprietà era de facto della vice premier, che l’ha utilizzata per anni con la famiglia. Nei giorni scorsi, Tare è stato sottoposto a un duro interrogatorio durato sei ore, lasciando la procura in assoluto silenzio stampa.
