L’ombra di un blocco totale si allunga sulle tavole dei pugliesi. Lo sciopero dei tir, innescato dall’impennata dei costi del carburante, sta generando un pericoloso effetto valanga sull’intero comparto agroalimentare regionale. Coldiretti Puglia lancia l’allarme: con l’88% delle merci che viaggia su gomma, lo stop dei mezzi pesanti sta paralizzando la distribuzione di prodotti essenziali. Ortofrutta, funghi e fiori restano bloccati lungo la filiera, con il rischio concreto che tonnellate di eccellenze locali marciscano prima di raggiungere i punti vendita.
Secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, cibo e bevande rappresentano il 14% del tonnellaggio totale trasportato su strada in Italia. In Puglia, il settore dei trasporti è il più energivoro, dipendendo per il 93,9% da combustibili liquidi. Il raddoppio del prezzo del gasolio non schiaccia solo gli autotrasportatori, ma mette in ginocchio le stesse aziende agricole, dove i costi energetici e dei concimi incidono ormai per il 25% sulle spese correnti. Dallo scoppio delle tensioni internazionali in Iran, il gasolio agricolo è rincarato dell’80%, superando spesso la soglia critica di 1,20 euro al litro.
I numeri della crisi sono impietosi: produrre olio d’oliva costa oggi 205 euro in più per ettaro; per i cereali l’aggravio medio oscilla tra i 65 e gli 80 euro, toccando punte di 200 euro per il mais. Anche gli allevamenti soffrono: produrre una tonnellata di latte costa 40 euro in più, mentre per ogni suino la spesa aggiuntiva è di 25 euro. Persino il florovivaismo è sotto scacco, con i costi degli imballaggi plastici lievitati del 10%. In questo scenario di speculazioni, che ha spinto Coldiretti a presentare denunce formali a Procura e Guardia di Finanza, i rincari dei fertilizzanti (l’urea è volata a 815 euro/tonnellata) rendono la produzione insostenibile. Sebbene il recupero di 10 miliardi di fondi PAC sia una boccata d’ossigeno, senza interventi immediati per calmierare i prezzi dell’energia, la Puglia rischia di veder scomparire i propri margini e di scaricare sui consumatori finali il peso di una crisi energetica senza precedenti.










