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Spesa farmaceutica in Puglia: vale 2,4 miliardi di euro e per l’80% è pubblica

La Puglia spende più della media nazionale, ma consuma meno farmaci. È questo il paradosso che emerge dal rapporto 2024 dell’Osservatorio Aifa sull’impiego dei medicinali: oltre 2,4 miliardi di euro di spesa complessiva, con una quota pubblica pari all’80,8%, a fronte di consumi inferiori del 3% rispetto alla media italiana. Un dato che pesa e…
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La Puglia spende più della media nazionale, ma consuma meno farmaci. È questo il paradosso che emerge dal rapporto 2024 dell’Osservatorio Aifa sull’impiego dei medicinali: oltre 2,4 miliardi di euro di spesa complessiva, con una quota pubblica pari all’80,8%, a fronte di consumi inferiori del 3% rispetto alla media italiana. Un dato che pesa e che si inserisce in un quadro già sotto pressione per i conti della sanità regionale.

La spesa totale supera dello 0,6% la media nazionale, ma è soprattutto la componente pubblica a crescere: +6,43%, mentre quella privata cala del 17,8%. In altre parole, il sistema sanitario regionale assorbe una quota sempre maggiore del costo dei farmaci, alleggerendo il peso sui cittadini, ma aumentando la pressione sui bilanci pubblici. Il confronto con le altre regioni è il punto chiave.

La Puglia si colloca sopra la media italiana per spesa pubblica pro capite, avvicinandosi ai livelli di regioni con sistemi sanitari più strutturati come Emilia-Romagna e Toscana, ma senza registrarne gli stessi livelli di appropriatezza nei consumi. Al contrario, territori come Lombardia e Veneto, pur con una spesa complessiva più elevata in valore assoluto, mostrano una maggiore efficienza grazie a una gestione più integrata tra ospedale e territorio e a una più ampia diffusione di farmaci equivalenti.

In Puglia, infatti, la metà della spesa – circa 1,2 miliardi di euro – è assorbita dagli acquisti diretti delle strutture pubbliche, mentre 730 milioni riguardano la farmaceutica convenzionata. Anche questi valori risultano leggermente superiori alla media nazionale. Più contenuta invece la spesa privata: 460 milioni complessivi, pari a circa 120 euro pro capite contro i 146 euro della media italiana. Un segnale che da un lato indica minore capacità di spesa delle famiglie, dall’altro una maggiore dipendenza dal servizio sanitario pubblico. Il dato più rilevante riguarda però la composizione della spesa.

I farmaci oncologici assorbono da soli il 20,3% del totale, circa 370 milioni di euro, con un incremento vicino al 15% rispetto al 2023. Un trend in linea con quello nazionale, ma che in Puglia incide in modo più marcato sul bilancio complessivo. Seguono gli antipertensivi (oltre 150 milioni), gli immunosoppressori e immunomodulatori (125 milioni) e gli antidiabetici (120 milioni). Più contenuta la spesa per antibiotici e vaccini. Il confronto territoriale evidenzia un altro elemento: mentre nelle regioni del Nord la crescita della spesa è spesso accompagnata da una riduzione dei ricoveri grazie a una medicina territoriale più forte, in Puglia il sistema resta ancora sbilanciato sull’ospedale.

Questo si traduce in costi più alti per farmaci ad alta complessità e minore capacità di prevenzione. Il risultato è un equilibrio fragile: meno consumi ma più spesa, più intervento pubblico, ma meno efficienza complessiva. Una dinamica che rischia di incidere ulteriormente su un sistema sanitario già segnato da disavanzi pesanti. La sfida, ora, è tutta nella governance: migliorare l’appropriatezza prescrittiva, rafforzare la medicina territoriale e contenere i costi senza comprimere i servizi.

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