Preservare i legami affettivi tra genitori detenuti e figli minori, tutelando il benessere dei più piccoli e sostenendo il loro ruolo genitoriale anche all’interno del circuito penitenziario. È l’obiettivo del nuovo avviso pubblico promosso dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia, in collaborazione con il Garante regionale dei Diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e il Garante dei diritti del minore. L’intervento apre ufficialmente i termini per la presentazione delle istanze da parte del Terzo Settore.
L’iniziativa punta a finanziare progetti mirati a rendere i colloqui in carcere momenti di ascolto, vicinanza e relazione protetta, adeguati alle esigenze dei bambini, favorendo al contempo i percorsi di reinserimento e responsabilizzazione dei detenuti. Per ciascun progetto ammesso è previsto un contributo regionale massimo di 12.500 euro (fino al 75% delle spese), a fronte di un costo complessivo non inferiore a 16.700 euro, mentre la quota restante resterà a carico del proponente o dei partner. Le risorse verranno assegnate tramite graduatorie suddivise per quattro aree territoriali della regione.
«Il benessere dei bambini non può essere considerato un aspetto secondario quando un genitore è detenuto», dichiara l’assessore regionale al Welfare e allo Sport, Cristian Casili. «Le istituzioni hanno il dovere di evitare che le conseguenze della pena gravino ulteriormente su chi non ha alcuna responsabilità. Sostenere percorsi che rendano gli incontri con il genitore più accoglienti e attenti alle esigenze dei figli significa riconoscere i loro diritti e costruire una comunità capace di prendersi cura delle persone e delle famiglie nei momenti più difficili».
Le aree territoriali e i requisiti di partecipazione
Le proposte progettuali dovranno svolgersi all’interno di uno o più istituti penitenziari appartenenti alla medesima area di riferimento:
- Area 1: Case circondariali di Bari, Trani e Altamura, e casa di reclusione di Turi;
- Area 2: Istituti di Foggia, Lucera e San Severo;
- Area 3: Case circondariali di Lecce e Brindisi;
- Area 4: Casa circondariale di Taranto.
Le attività dovranno essere avviate nel corso del 2026 e concludersi entro il 30 giugno 2027 (sono ammessi anche progetti già avviati dopo il 1° gennaio 2026, purché non ultimati). Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse entro e non oltre le ore 23:59 del 18 novembre 2026, inviando la documentazione esclusivamente tramite PEC all’indirizzo [email protected].
