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Puglia, ultimo appello per il Pnrr: Lecce primeggia e Bari arranca. Il settore energetico tira la volata

Puglia, ultimo appello per il Pnrr: Lecce primeggia e Bari arranca. Il settore energetico tira la volata

La Puglia entra nell’ultimo miglio del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con oltre un miliardo di euro già speso e immesso nell’economia reale tra cantieri, forniture, servizi professionali, lavori pubblici e investimenti infrastrutturali. I report fotografano una macchina amministrativa che ha accelerato negli ultimi mesi, ma che ora è chiamata allo sprint finale per trasformare le risorse residue in crescita, occupazione e opere concluse.

Lo stato delle cose

I progetti in carico alla Regione Puglia sono 2.807, per un valore complessivo superiore a 2 miliardi e 600 milioni di euro. I pagamenti già rendicontati superano 1 miliardo e 28 milioni, pari al 39,1 per cento delle somme disponibili. Significa che una parte consistente dei fondi è già entrata nel circuito produttivo regionale, sostenendo imprese dell’edilizia, impiantistica, consulenza tecnica, trasporti e innovazione. Ma significa anche che restano ancora da spendere circa 1 miliardo e 570 milioni di euro, una massa finanziaria che nei prossimi mesi potrà incidere in maniera diretta sul Pil pugliese. Il settore che sta correndo di più è quello energetico.

Gli interventi dedicati a rinnovabili, idrogeno, reti e mobilità sostenibile raggiungono il 66,7 per cento di avanzamento. Un dato che conferma la vocazione pugliese come piattaforma nazionale della transizione ecologica. Dalle reti elettriche agli impianti green, fino alla logistica collegata ai porti e ai corridoi industriali, il Pnrr sta alimentando una filiera in cui la regione dispone già di competenze consolidate.

Gli altri temi

Molto avanzato anche il capitolo RePowerEU, che tocca il 63,9 per cento. Si tratta del programma europeo nato per rafforzare l’autonomia energetica del continente e ridurre la dipendenza dall’estero. In questo scenario la Puglia gioca un ruolo strategico per posizione geografica, infrastrutture energetiche e capacità di attrarre investimenti collegati al Mediterraneo. Sul piano territoriale, però, la regione continua a viaggiare a velocità diverse.

Tra i principali enti locali spicca Lecce, che registra il miglior avanzamento con il 48,3 per cento. Il capoluogo salentino si conferma tra le amministrazioni più rapide nel trasformare le assegnazioni in spesa effettiva. Bene anche Foggia, al 37 per cento e Andria, che, raggiungendo quota 40,3 per cento, trascina verso l’alto la performance della Bat. Più indietro Taranto, al 30,9 per cento, e Brindisi, al 29,6 per cento. Il dato più delicato riguarda Bari. Il capoluogo regionale si ferma al 24,7 per cento, una percentuale che assume un peso specifico maggiore considerando il ruolo economico della città metropolitana. La partita vera, però, si gioca ora. Servono, infatti, collaudi, certificazioni, stati di avanzamento e pagamenti finali. È su questo terreno che si misurerà il successo del Piano.