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Puglia, l’Sos delle pediatre sulle bronchioliti: «Metà dei neonati senza protezione»

Circa duecento professioniste chiedono di estendere la profilassi anche ai bambini nati nel periodo tra aprile e settembre

Puglia, l’Sos delle pediatre sulle bronchioliti: «Metà dei neonati senza protezione»
(Foto di repertorio)

È sulla protezione dei neonati dal virus respiratorio sinciziale che si apre un nuovo fronte nella sanità pugliese. Oltre 200 pediatre, molte delle quali madri, hanno sottoscritto una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro per contestare i criteri stabiliti per la profilassi contro il Vrs in vista della prossima stagione invernale.

Al centro della protesta c’è una modifica che, secondo le professioniste, rischia di lasciare senza protezione una parte consistente dei bambini al primo inverno di vita. La disposizione regionale prevede infatti la profilassi nei soli Punti Nascita per i bambini venuti alla luce a partire dal 1° ottobre 2026. Resterebbero così esclusi i piccoli nati tra il 1° aprile e il 30 settembre, che nei mesi successivi si troveranno ad affrontare la prima stagione di circolazione del virus.

Le pediatre definiscono la scelta «priva di razionale scientifico ed epidemiologico» e chiedono un intervento rapido per ripristinare, a loro giudizio, la continuità della profilassi universale adottata negli anni precedenti. Nella lettera viene ricordato il peso del virus respiratorio sinciziale nella prima infanzia. Il Vrs rappresenta una delle principali cause di ricovero nel primo anno di vita ed è il principale responsabile della bronchiolite. Secondo i dati citati dalle firmatarie, tra il 60 e l’80% dei ricoveri per questa patologia riguarda bambini sotto i due anni. Una quota significativa delle ospedalizzazioni, pari al 40%, si concentrerebbe inoltre tra i 3 e gli 11 mesi: proprio la fascia d’età nella quale rientrerebbero molti dei bambini esclusi dalla campagna prevista dalla Regione.

C’è poi un altro elemento sul quale le pediatre invitano a riflettere. Oltre il 90% dei bambini ricoverati per Vrs, sostengono nella lettera, sarebbe nato a termine e non presenterebbe condizioni o fattori di rischio particolari. Un dato che, secondo le professioniste, rende difficile individuare una categoria di neonati da considerare sufficientemente protetta sulla base delle sole caratteristiche cliniche. Da qui la richiesta rivolta alla Regione: rivedere tempestivamente gli indirizzi sulla somministrazione della profilassi e garantire la possibilità di protezione anche ai bambini nati nei mesi primaverili ed estivi.

Una richiesta che arriva alla vigilia dell’autunno, quando l’attenzione degli specialisti torna a concentrarsi sulle infezioni respiratorie dell’infanzia. Il tono della lettera è particolarmente netto. Le firmatarie sostengono che mantenere l’attuale impostazione esporrebbe una parte dei neonati al rischio di affrontare la stagione epidemica senza la protezione prevista negli anni precedenti. E avvertono la Regione che, qualora la decisione non venisse modificata, la politica sanitaria regionale si assumerebbe, a loro giudizio, una responsabilità «gravissima e ineludibile» per ogni eventuale ricovero che sarebbe stato possibile evitare. La contestazione, dunque, non riguarda soltanto una scelta organizzativa, ma il perimetro stesso della campagna di prevenzione.

Le pediatre chiedono che la questione venga riesaminata prima dell’avvio della stagione invernale, quando la circolazione del virus potrebbe aumentare la pressione sui reparti pediatrici. Sul tavolo resta ora la richiesta di una risposta da parte della Regione e, soprattutto, di un chiarimento sui criteri con cui è stata definita la platea dei bambini destinatari della profilassi.