A quasi due mesi dall’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della Puglia, il documento per sollecitare aiuti nella Striscia di Gaza non è ancora stato recapitato alle istituzioni di destinazione.
A lanciare l’allarme è l’associazione “L’Isola che non c’è“, promotrice dell’”Appello per Gaza“, che denuncia il blocco burocratico della risoluzione votata all’unanimità dall’Aula il 7 luglio scorso.
L’atto impegnava la Regione Puglia a sollecitare un intervento immediato del Governo italiano e dell’Unione europea per consentire lo sblocco dei soccorsi umanitari e tutelare la popolazione civile, con particolare attenzione ai bambini.
Tuttavia, a quasi cinquanta giorni dalla votazione, non si hanno notizie dell’invio formale del testo ai destinatari previsti.
«La tragedia di Gaza non è andata in vacanza», spiegano dai vertici dell’associazione promotrice. «La fame, la mancanza di acqua potabile, di medicinali e di beni essenziali continuano a colpire una popolazione civile già duramente provata, con migliaia di bambini esposti a sofferenze inaccettabili». Per questa ragione, il sodalizio fa appello agli operatori dell’informazione affinché mantengano alta l’attenzione sulla vicenda e verifichino che la decisione istituzionale non rimanga una mera intenzione formale.
L’”Appello per Gaza” rappresenta un’iniziativa che ha raccolto la sottoscrizione di oltre 140 personalità del panorama culturale, accademico, imprenditoriale e della società civile. L’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale aveva costituito un passaggio significativo e senza precedenti nel panorama politico.
L’associazione chiede ora che l’amministrazione regionale completi l’iter formale affinché la posizione espressa dall’Assemblea possa giungere ufficialmente a Roma e a Bruxelles.
