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Puglia, si torna in campagna e aumenta la richiesta di manodopera qualificata

L’analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro

Puglia, si torna in campagna e aumenta la richiesta di manodopera qualificata

Sono 21.230 le entrate di lavoratori previste nelle imprese del settore primario in Puglia tra settembre e novembre, il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con le campagne impegnate nella successione delle grandi lavorazioni autunnali, dalla vendemmia alla raccolta delle olive, dalle colture orticole alle semine, in uno scenario segnato dal caldo prolungato, dalla disponibilità irregolare di acqua e dall’aumento dei costi di produzione.

È l’analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro. Le 21.230 entrate nel settore primario rappresentano il 21,5% delle entrate complessivamente previste dalle imprese pugliesi nel trimestre settembre-novembre, con 7.250 entrate previste a Bari e 7.210 a Foggia, seguite da Taranto con 3.070, Brindisi con 1.870 e Lecce con 1.830. Bari e Foggia insieme arrivano così a 14.460 entrate, oltre il 68% del totale regionale.

«Le oltre 21mila entrate previste in Puglia nei prossimi tre mesi mostrano quanto la disponibilità di manodopera sia importante per le campagne, soprattutto in una fase caratterizzata da raccolte e semine. I tempi dell’agricoltura – dice Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro Coldiretti – sono dettati dalla natura e non possono essere rinviabili, per questo è importante che domanda e offerta riescano a incontrarsi nei tempi necessari alle imprese. Al tempo stesso cresce la richiesta di competenze tecniche e professionali, legate alla crescente meccanizzazione, all’innovazione tecnologica e alla maggiore complessità dei processi produttivi», spiega Magrini.

Particolarmente significativo il dato di Foggia, dove il settore primario rappresenta il 39,1% delle entrate complessivamente programmate dalle imprese della provincia nel trimestre. L’agricoltura pesa inoltre per il 23,8% a Taranto, per il 23,2% a Brindisi, per il 16,7% a Bari e per l’11,5% a Lecce.

Questi numeri raccontano una agricoltura che ha bisogno di lavoratori e che in questa fase dell’anno concentra una parte importante della propria domanda. Ma accanto alla quantità emerge il tema della qualità e della stabilità dell’occupazione, perché il lavoro stagionale è una caratteristica strutturale dell’agricoltura, ma non può diventare l’unica chiave di lettura – continua Coldiretti Puglia – considerato che le imprese stanno cercando anche competenze, esperienza e professionalità capaci di accompagnare una agricoltura sempre più tecnologica, meccanizzata e multifunzionale. Servono pertanto percorsi che consentano a chi entra in agricoltura di acquisire competenze e costruire una vera professionalità.