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Protesta dei tir, supermercati in affanno in Puglia: scorte fino al weekend. A rischio anche la raccolta rifiuti

Nonostante le consegne siano proseguite con rimodulazioni, i prodotti arrivati non sono bastati a coprire la richiesta. Leccese scrive a Salvini

Protesta dei tir, supermercati in affanno in Puglia: scorte fino al weekend. A rischio anche la raccolta rifiuti
Gli scaffali vuoti di un supermercato

Gli scaffali dei supermercati nel Barese in Puglia sono sempre più vuoti e le scorte nei magazzini della Grande distribuzione organizzata garantiscono un’autonomia al massimo fino al fine settimana.

La protesta dei tir sta bloccando il rifornimento delle merci e minaccia un blocco totale delle forniture nei prossimi giorni.

Nonostante le consegne siano proseguite con continue rimodulazioni, i prodotti arrivati non sono bastati a coprire la richiesta. A Bari e in diversi centri della regione (con la situazione peggiore registrata nel Foggiano), il fenomeno coinvolge tutte le principali insegne: a scarseggiare sono soprattutto i prodotti freschi, con banchi di frutta, verdura, carne e pesce ormai sguarniti.

L’appello di Leccese e Manfredi al Governo e a Salvini

L’aggravarsi della crisi ha spinto i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, a rivolgere un appello urgente al Governo e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini affinché venga anticipato l’incontro con i rappresentanti dell’autotrasporto, programmato per il 27 ottobre.

Le ripercussioni del blocco, infatti, non riguardano ormai solo la spesa dei cittadini, ma minacciano di estendersi anche a servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano.

In una nota congiunta, Leccese e Manfredi spiegano: «Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo, ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti».

I due primi cittadini esprimono vicinanza alle motivazioni della categoria, stretta dal rincaro dei costi d’esercizio, ma richiamano all’urgenza delle tutele per la popolazione: «Non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città».