Home » Puglia » Negli agriturismi pugliesi il 51,5% delle presenze ha un passaporto estero

Negli agriturismi pugliesi il 51,5% delle presenze ha un passaporto estero

Nel trimestre giugno-agosto il tasso di saturazione delle strutture ricettive della Puglia ha raggiunto il 62,2%, oltre la media nazionale

Negli agriturismi pugliesi il 51,5% delle presenze ha un passaporto estero

L’agriturismo pugliese si conferma uno degli asset della multifunzionalità agricola e guarda sempre più all’enoturismo come leva per aumentare il valore dell’accoglienza, intercettare la domanda internazionale e portare i visitatori dentro le campagne, tra vigneti, masserie, cantine, degustazioni e produzioni tipiche. Ad affermarlo Coldiretti e Campagna Amica della Puglia, in occasione della giornata mondiale del turismo che si celebra oggi 27 settembre. Secondo i dati del Rapporto «Agriturismo e Multifunzionalità 2026» di Ismea, in Puglia il 51,5% delle presenze è fatto da turisti stranieri, molto attenti al turismo esperienziale.

Nel trimestre giugno-agosto il tasso di saturazione delle strutture ricettive della Puglia ha raggiunto il 62,2%, superiore alla media nazionale del 61,8%, mentre nei primi sette mesi dell’anno gli arrivi regionali sono cresciuti del 7,7% e le presenze dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati del ministero del Turismo (estate 2026). «È proprio nell’incontro tra questa crescente domanda turistica e la ricchezza della filiera vitivinicola che l’enoturismo – dicono in una nota Coldiretti e Campagna Amica della Puglia – può rappresentare una nuova leva di sviluppo per le imprese agricole pugliesi. Il vino diventa infatti un punto di accesso privilegiato alla conoscenza del territorio, con il turista che non si limita più alla degustazione del prodotto, ma vuole entrare nei vigneti, visitare le cantine, conoscere le tecniche di produzione, partecipare alle attività agricole e abbinare il vino alle produzioni agroalimentari locali».

La Puglia ha già avviato da tempo questo percorso con la legge regionale n. 29 del 2021 sull’enoturismo con attività che comprendono visite e percorsi nei vigneti e nelle cantine, attività didattiche e formative, degustazioni e iniziative finalizzate alla conoscenza della cultura del vino e del territorio. Una prospettiva che assume ancora più rilievo dopo la firma del decreto del ministero dell’Agricoltura per il cosiddetto “Pacchetto vino” che punta a sostenere iniziative capaci di accrescere la conoscenza e la reputazione dei vigneti, associando alla qualità dei vini la valorizzazione dei territori. I beneficiari sono Consorzi di tutela, organizzazioni di produttori e organizzazioni interprofessionali, attraverso manifestazioni, incontri, visite e altre attività di promozione. «Il decreto arriva in un momento importante per la Puglia, dove vino, paesaggio rurale e ospitalità agricola possono diventare un’unica esperienza turistica – ha detto Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia – il turista non cerca più solo una camera o una degustazione, ma vuole conoscere i luoghi, vedere come nasce un prodotto, incontrare chi lo produce e portarsi a casa un racconto del territorio. Per questo dobbiamo rafforzare il collegamento tra cantine, agriturismi, aziende agricole e operatori turistici, puntando sulla qualità dell’accoglienza e sulla capacità di proporre esperienze autentiche anche fuori dalla stagione estiva».