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Legge elettorale, Decaro invita il centrosinistra a insistere sulle preferenze

Un argomento che, secondo Decaro, rappresenta una delle questioni più importanti per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni

Legge elettorale, Decaro invita il centrosinistra a insistere sulle preferenze

Dalla legge elettorale al futuro del centrosinistra, passando per il rapporto con il territorio e il dibattito politico nazionale. È un Antonio Decaro a tutto campo quello intervenuto nella seconda giornata del Forum in Masseria, la manifestazione organizzata per il sesto anno consecutivo da Bruno Vespa a Manduria. Il presidente della Regione Puglia si è soffermato in particolare sulla riforma della legge elettorale e sul possibile ritorno delle preferenze per l’elezione dei parlamentari. Un argomento che, secondo Decaro, rappresenta una delle questioni più importanti per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

«Credo che le preferenze siano importanti per restituire ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento», ha dichiarato il governatore pugliese rispondendo alle domande dei giornalisti. «In questo modo gli eletti sarebbero probabilmente più legati al territorio, come già accade nelle elezioni amministrative, regionali ed europee». Per Decaro, l’attuale sistema presenta una significativa anomalia. «L’unico caso nel nostro Paese in cui non esistono le preferenze è proprio quello delle elezioni politiche. Forse questo avviene per consentire ai leader di partito di decidere chi andrà in Parlamento e chi invece resterà fuori».

Un passaggio che lascia poco spazio a interpretazioni e indica una preferenza per sistemi elettorali capaci di valorizzare maggiormente il consenso diretto degli elettori e il radicamento territoriale dei candidati. Le dichiarazioni arrivano in una fase in cui il confronto tra le forze politiche sulla futura legge elettorale è tornato al centro del dibattito nazionale. Un confronto nel quale il tema delle preferenze potrebbe diventare uno dei punti qualificanti delle proposte avanzate dal centrosinistra. Non sono mancate le domande sul futuro politico dello stesso Decaro, indicato da più osservatori come una delle figure più rappresentative dell’area progressista a livello nazionale. Il presidente pugliese, tuttavia, ha ribadito con fermezza la volontà di concentrarsi esclusivamente sul mandato ricevuto dai cittadini pugliesi.

«Il mio nome per il centrosinistra? Io mi occupo della mia Regione, faccio il presidente della Regione e continuerò a fare il presidente della Regione», ha risposto. «Darò una mano, magari per quello che posso, alla coalizione dei progressisti, ma il mio compito oggi è guidare la Puglia». Una posizione confermata anche nel corso del suo intervento pubblico al Forum, durante il quale ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare il Parlamento europeo per candidarsi alla guida della Regione. «La mattina quando mi sveglio mi chiedo qualche volta: ‘Chi me lo fa fare?’. Poi però, quando inizio a lavorare, mi rendo conto che era la cosa che dovevo fare, perché non ho mai girato le spalle alla mia gente e alla mia terra», ha affermato. Parole che raccontano il forte legame con il territorio e la convinzione di aver compiuto la scelta giusta.

«Lasciare Bruxelles per venire a lavorare in Puglia è stata una decisione positiva. Non me ne sono pentito. Non so se si siano pentiti i pugliesi», ha aggiunto sorridendo, «ma io non mi sono pentito di essermi candidato». Nel corso dell’incontro è emerso anche il tema del confronto politico nazionale e delle posizioni espresse dal generale Roberto Vannacci. Su questo punto Decaro ha espresso una valutazione netta: «Rappresenta una parte minoritaria del Paese. Non condivido le sue posizioni, che sono molto lontane dalle mie. Non mi piace neanche il modo in cui queste posizioni vengono esplicitate, ma rappresenta comunque una parte, per fortuna minoritaria, dell’Italia».