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I Comuni “terra di mezzo” che restano fuori dai bandi dei finanziamenti pubblici

un “limbo” amministrativo poco considerato dal legislatore che continua a «sfornare» bandi dove sono poche le possibilità di accedere

I Comuni “terra di mezzo” che restano fuori dai bandi dei finanziamenti pubblici

Sei progetti presentati per la riqualificazione urbana di corso Matteotti a San Marco in Lamis, tutti mai finanziati. Incapacità amministrativa? Incongruenze progettuali? Mancanza di fondi? Nulla di tutto questo. Il comune garganico è tra gli 86 enti locali pugliesi che sono nella “terra di mezzo”, ovvero quei comuni che sono troppo grandi per concorrere ai finanziamenti previsti per i piccoli borghi e troppo piccoli per accedere ai fondi per le città con almeno quindicimila abitanti. La “terra di mezzo” riguarda quei comuni che contano più di cinquemila e meno di quindicimila abitanti. Praticamente, un “limbo” amministrativo poco considerato dal legislatore che continua a «sfornare» bandi dove sono poche le possibilità di accedere ai fondi da parte delle amministrazioni locali, come il comune sammarchese.

Così succede che a Rignano Garganico, a sei chilometri da San Marco in Lamis e poco meno di duemila abitanti, si possono realizzare progetti di riqualificazione urbana. Stessa cosa si registra a San Giovanni Rotondo, quasi 25mila abitanti a nove chilometri distante, che può partecipare ad altri bandi e finanziamenti. Insomma, una situazione paradossale, più volte posta sui tavoli ministeriale, anche da parte dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani, perché come sostiene un amministratore di un ente “terra di mezzo”: «I nostri cittadini ci additano come incapaci di ottenere finanziamenti per i progetti di riqualificazione urbana, mentre altri comuni fanno incetta di fondi».

Alcuni esempi

Restando in Capitanata, i numeri raccontano meglio di ogni altra cosa lo stato di frustrazione dei Comuni nella “terra di mezzo”. Si prenda ad esempio i fondi previsti per le “Misure di contrasto agli incendi boschivi”, con una disponibilità di 60 milioni di euro con particolare “attenzione” per le aree interne. Oppure i 210 milioni di euro del “Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022”, finiti nella casse dei Comuni più marginali e meno popolosi: 35 quelli previsti in Provincia di Foggia, con i piccoli borghi che hanno fatto la parte del leone: a Rodi Garganico, oltre tremila abitanti, 135mila euro; a Carpino, quasi 3mila abitanti, 149mila euro che diventano 160mila per i piccoli enti di Ischitella e Peschici.

Naturalmente San Marco in Lamis non c’è.

Non cambia la musica per la ripartizione dei finanziamenti, 180 milioni di euro, previsti dal “Fondo di sostegno ai comuni marginali”: a Cagnano Varano sono andati 300mila euro; ben 230mila a Vico del Gargano. Qui c’è un’altra particolarità che mette fuori gioco comuni come San Marco in Lamis che, secondo i dati Istat, è fuori dalla graduatoria dei fondi perché ha un reddito medio di 14.898 euro, riferito al “Reddito superiore al primo quartile”, ovvero il 25% dei dati al di sotto di un determinato valore.
Da qui la battaglia degli enti “terra di mezzo”, visto che un Comune non è solo un agglomerato di abitanti, redditi medio e riferimenti statistici.