Una procedura chiara, tempi certi e la tutela della persona in ogni fase del percorso. È questo l’obiettivo della proposta di legge “Disposizioni organizzative e procedurali in materia di accesso al fine vita”, presentata nella sede Consiglio regionale pugliese, a Bari, dai capigruppo della maggioranza guidata dal governatore Antonio Decaro (Pd, Per la Puglia, M5S e Prossima).
Il testo, che vede come primo firmatario il dem Stefano Minerva, stabilisce che entro trenta giorni dall’entrata in vigore della norma ogni Asl pugliese dovrà istituire una Commissione multidisciplinare permanente. Il team sarà composto da un medico palliativista, uno psichiatra o neurologo, un anestesista, uno psicologo, un medico legale e un infermiere, a cui si aggiungerà di volta in volta lo specialista della specifica patologia del paziente.
Nel corso di una conferenza stampa, i promotori hanno sottolineato come l’iniziativa intervenga esclusivamente sul piano organizzativo: la legge non introduce nuovi presupposti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, né modifica le condizioni previste dall’ordinamento e dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.
Il provvedimento definisce in dettaglio la risposta del Servizio sanitario regionale, identificando le competenze per la presa in carico della richiesta, lo svolgimento delle verifiche, il coinvolgimento del Comitato etico e le modalità di accompagnamento del malato.
Il testo passerà ora al vaglio della terza Commissione Sanità, dove la maggioranza intende avviare tempestivamente un ciclo di audizioni con una prima serie di interlocutori già individuati.
L’obiettivo espresso dai capigruppo è garantire un confronto approfondito attraverso un calendario serrato di incontri, evitando inutili dilatazioni dei tempi e assicurando un ascolto effettivo delle parti coinvolte.
«Alla sofferenza non possiamo aggiungere la solitudine davanti alla burocrazia»
«Ci sono momenti della vita nei quali alla sofferenza non possiamo aggiungere anche la solitudine delle persone davanti alle istituzioni», afferma Minerva, spiegando che «questa proposta nasce da qui, non per decidere al posto di qualcuno ma perché chi si trova nelle condizioni previste dall’ordinamento non debba cominciare una battaglia contro la burocrazia per sapere a chi rivolgersi, chi deve rispondere e quale percorso deve essere seguito».
Per il capogruppo del Partito democratico nel Consiglio regionale della Puglia, «il testo che abbiamo depositato non è intoccabile: vogliamo ascoltare, discutere e migliorarlo».
Per la capogruppo del M5S, Maria La Ghezza, «prendersi cura significa mettere una persona nelle condizioni di conoscere davvero tutte le possibilità che ha davanti. Per questo, nel testo le cure palliative non sono un inciso e la tutela delle persone vulnerabili non è una formula, sono parti essenziali del percorso. La persona deve essere informata, accompagnata e ascoltata direttamente. Su questi aspetti il confronto con associazioni, medici, famiglie e professionisti sarà decisivo».
Felice Spaccavento, consigliere di Prossima e presidente della Commissione Sanità, aggiunge che «su una materia che attraversa convinzioni personali, etiche e culturali così profonde non servono tifoserie. Vogliamo che la Commissione sia il luogo di un confronto vero, nel quale posizioni anche molto diverse possano misurarsi sui contenuti della proposta. Per questo siamo pronti ad avviare un programma serrato di audizioni».
Ruggero Passero, capogruppo di Per la Puglia, conclude evidenziando che «dietro ogni norma sul fine vita ci sono persone, famiglie, medici, infermieri e storie che non possono essere ridotte a uno scontro ideologico. Dobbiamo tenere insieme autonomia della persona, diritto alle cure, libertà del personale sanitario e rispetto delle competenze della Regione», conclude.
