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Il futuro di Michele Emiliano: «Non voglio creare imbarazzi a politica e magistratura»

Il futuro di Michele Emiliano: «Non voglio creare imbarazzi a politica e magistratura»

«Non voglio creare frizioni ed imbarazzi, men che meno riaprire la diatriba dei confini fra politica e magistratura. Vorrei arrivare ad una soluzione equilibrata per tutti».

È questo, in sintesi, il ragionamento che starebbe accompagnando le ultime mosse dell’ex governatore pugliese, Michele Emiliano, il cui futuro professionale resta ancora sospeso tra il possibile ritorno in magistratura e gli incarichi istituzionali sfumati. L’ennesimo rinvio arrivato nelle ultime ore fotografa bene l’impasse.

L’audizione davanti alla Terza Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, inizialmente prevista per il 21 maggio e decisiva per concordare modalità e sede del rientro in servizio, è slittata ai primi di giugno d’intesa tra le parti. Un rinvio che allunga ulteriormente una partita aperta ormai da mesi e diventata sempre più complessa.

Il nodo nasce dal doppio binario sul quale Emiliano ha provato a muoversi dopo la fine del mandato alla guida della Regione Puglia. Da una parte il tentativo, fallito per quattro volte, di restare nell’orbita della politica regionale con un incarico di consulenza accanto al nuovo governatore Antonio Decaro.

Dall’altra l’ipotesi romana di un approdo al Senato come consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. Ma proprio quest’ultima strada si è progressivamente complicata. Palazzo dei Marescialli avrebbe infatti giudicato insufficiente la documentazione trasmessa sul possibile incarico fuori ruolo, soprattutto per la mancanza di una definizione dettagliata delle attività da svolgere.

A pesare sarebbe anche la presenza di un altro magistrato già inserito nello stesso organismo, elemento che renderebbe problematica una seconda nomina. Sul tavolo resta così l’ipotesi più delicata: il ritorno effettivo in magistratura dopo 23 anni di attività politica ininterrotta tra Comune di Bari e Regione Puglia. Un rientro che inevitabilmente riaprirebbe il dibattito mai sopito sulla separazione tra funzioni giudiziarie e incarichi politici, tema che negli anni ha accompagnato l’intera parabola pubblica di Emiliano.

L’ex governatore, secondo quanto trapela, vorrebbe evitare strappi e tensioni istituzionali, individuando una soluzione che consenta di salvaguardare sia il proprio percorso professionale, sia l’equilibrio interno al Csm. Da qui la scelta di prendere tempo e tentare ancora una mediazione. In caso contrario restano formalmente in piedi le sedi indicate dallo stesso Emiliano per il rientro: il ruolo di pubblico ministero alla Direzione nazionale antimafia oppure il passaggio come giudice al tribunale di Benevento. Due opzioni profondamente diverse ma accomunate da un dato politico inevitabile: segnerebbero il ritorno pieno di uno dei protagonisti più discussi della politica pugliese dentro il cuore della giurisdizione italiana.