Seggi chiusi, alle 15, nei 54 Comuni pugliesi chiamati al voto per le elezioni amministrative. Con lo stop alle operazioni di voto, è contestualmente partito lo spoglio.
Le elezioni in Puglia coinvolgono 17 Comuni sopra i 15mila abitanti, dove quindi potrebbe esserci un turno di ballottaggio il 7 e l’8 giugno. Per tutti gli altri il nome del nuovo sindaco si conoscerà già nel pomeriggio.
Punti chiave
- A Maglie si riconferma il centrodestra
- San Giovanni Rotondo verso il ballottaggio tra due donne
- A Trani profumo di ballottaggio
- A Bitetto terzo mandato per Fiorenza Pascazio
- A Mesagne candidato Pd verso l'80% di preferenze
- Il Pd Puglia: «Ad Andria verso plebiscito per Bruno»
- Affluenza al 63,7%
- Eletti i primi sindaci
Un testa a testa mozzafiato, risolto solo all’ultima scheda e dopo una delle campagne elettorali più tese e avvelenate della storia recente del Salento. A Maglie, città natale e storico feudo politico di Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo della Commissione Europea), il centrodestra riesce a spuntarla nonostante una profonda e dolorosa frammentazione interna.
Il sindaco uscente Ernesto Toma, fedelissimo di Fitto, è stato riconfermato alla guida del comune con la lista “SìAmo Maglie”, incassando 2.212 voti pari al 31,19%. Una vittoria sul filo di lana: lo scarto rispetto alla coalizione progressista unita è stato di appena 90 voti.
A sfiorare il colpaccio è stata la vera sorpresa di questa tornata elettorale, Sara De Pascalis. Alla guida della lista civica “Maje Noscia”, la candidata dell’area progressista ha coagulato il voto di scontento e ha accarezzato la vittoria fino all’ultimo seggio, arrendendosi solo davanti al fotofinish.
Lo scrutinio è ancora parziale, ma il verdetto politico per le elezioni comunali di San Giovanni Rotondo è già storico: la città sarà guidata per la prima volta da una donna. Il responso delle urne rimanda l’elezione definitiva al ballottaggio del 7 e 8 giugno, blindando un secondo turno tutto al femminile che ha visto l’esclusione netta di tutti i candidati uomini in corsa.
A contendersi la fascia tricolore saranno Rossella Fini, sostenuta dal centrosinistra, e Floriana Natale, per il centrodestra. Niente da fare per gli altri tre sfidanti rimasti tagliati fuori: Roberto Cappucci (Rifondazione Comunista), Giuseppe Siena (sostenuto da una frangia civica del Pd) e Mimmo Longo (Udc e Sovranisti).
Saranno quasi certamente i supplementari del ballottaggio a decidere chi siederà sulla poltrona di primo cittadino a Trani. Le operazioni di scrutinio, che nelle sezioni tranesi stanno procedendo con estrema lentezza, delineano ormai in modo nitido un quadro politico frammentato che rimanda ogni verdetto definitivo a domenica 7 e lunedì 8 giugno.
In base ai dati finora emersi, si profila un testa a testa tra il campo largo del centrosinistra, guidato da Marco Galiano, e la coalizione di centrodestra guidata da Angelo Guarriello.
La vera sorpresa, però, di questa tornata elettorale, destinata a scompaginare le strategie dei due sfidanti nelle prossime due settimane, è l’exploit di Giacomo Marinaro. L’ex esponente del Partito Democratico, uscito dai dem per correre da indipendente, si è piazzato al terzo posto incassando una percentuale che si aggira intorno al 20%
La macchina amministrativa di Bitetto non cambia guida e si affida all’usato sicuro, firmando un verdetto storico. Fiorenza Pascazio, sindaca uscente del centrosinistra e presidente in carica dell’Anci Puglia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), si avvia a grandi passi verso una schiacciante riconferma. Sarà lei a guidare il comune alle porte di Bari per i prossimi cinque anni, inaugurando un rarissimo terzo mandato consecutivo.
Quando lo spoglio ha ormai superato la metà delle schede, il dato reale assume i contorni del plebiscito: Pascazio è saldamente in testa con ben il 68% delle preferenze, lasciando lo sfidante di centrodestra, Nicola Rutigliano, staccato al 32%.
La corsa della presidente Anci è stata resa possibile dalle recenti modifiche legislative che hanno rimosso il limite dei due mandati consecutivi, ma esclusivamente per i Comuni al di sotto dei 15mila abitanti. Una novità istituzionale che la stessa Pascazio, nel pieno dei festeggiamenti nel suo comitato elettorale, ha commentato: «Il terzo mandato è qualcosa che non avevo minimamente immaginato all’inizio del mio percorso politico. Poi è arrivata questa nuova norma, una legge ancora poco conosciuta tra i cittadini, e si è aperta questa opportunità. Questa vittoria rappresenta una straordinaria conferma di fiducia da parte della mia comunità ed è la cosa più bella in assoluto. Significa che in questi 11 anni abbiamo lavorato bene e i cittadini hanno risposto come speravamo».
Lo spoglio delle schede è ancora in corso, ma a Mesagne il verdetto è già virtualmente scritto e assume i contorni di un vero e proprio trionfo politico. Francesco Rogoli, segretario provinciale del Partito Democratico e candidato del centrosinistra, si appresta a diventare il nuovo sindaco del comune più grande (oltre 26mila abitanti) chiamato al voto in questa tornata amministrativa nella provincia di Brindisi.
I primi dati reali, sebbene non ancora ufficiali, fotografano una vittoria schiacciante: Rogoli viaggia infatti con una percentuale monstre che sfiora l’80% delle preferenze. Un distacco abissale rispetto alla candidata sindaca dello schieramento di centrodestra, Giorgia Campana, che rimarrebbe schiacciata sotto la soglia del 20%.
Nel comitato elettorale di Rogoli sono già scattati i festeggiamenti. Accanto al neo-sindaco è presente, in prima linea, il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli. La vittoria di Rogoli – che ha ricoperto il ruolo di assessore proprio nell’ultimo esecutivo cittadino – si pone infatti in totale continuità con la passata gestione di Matarrelli, rimasto alla guida di Mesagne fino allo scorso ottobre, quando rassegnò le dimissioni per correre alle elezioni regionali di novembre.
«Dai dati in nostro possesso (con oltre 10.000 schede scrutinate) si profila una vittoria plebiscitaria ad Andria per Giovanna Bruno. La candidata del Partito democratico sta quadruplicando il candidato del centrodestra Sabino Napolitano. Merito del buon governo della sindaca uscente, che ha fortemente lavorato a tenere insieme le forze del campo largo, a partire da AVS, M5S, Azione e Italia Viva, con il supporto del mondo civico andriese». Lo afferma il segretario regionale del Pd Puglia, Domenico De Santis, facendo riferimento a dati informali sullo scrutinio di circa un quinto dei voti. «È una vittoria straordinaria per tutti noi e per la Puglia – conclude De Santis – essendo Andria la città più grande e importante chiamata oggi al voto».
Alla chiusura dei seggi, l’affluenza in Puglia è al 63,66%. La più alta si registra in provincia di Taranto (69,52%), seguono la Bat (66,05%) e le province di Bari (62,68%), Lecce (64,98%), Foggia (60,95%) e Brindisi (58,60%).
Nei due capoluoghi di provincia al voto, entrambi della Bat, l’affluenza è al 66,77% ad Andria e 65,18% a Trani.
Prima della chiusura dei seggi, sono già stati eletti i primi sindaci in Puglia: a Mattinata, nel Foggiano, Michele Bisceglia. Nel Salento confermati Fabio Tarantino a Martano e Antonio Cavallo a Ruffano. Erano tutti candidati unici.
