«Non basta contare i reati: adesso servono prevenzione, controlli e interventi concreti». Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, parte dai numeri di Ecomafia per rilanciare la proposta di un presidio permanente sulla legalità ambientale.
Un sistema che, secondo l’associazione, dovrebbe consentire di seguire con continuità le principali emergenze del territorio, dagli incendi ai rifiuti, dal cemento all’illegalità contro gli animali e alla tutela del patrimonio culturale.
Cosa dicono gli ultimi dati?
«I dati ci consegnano una fotografia precisa delle pressioni che gravano sul territorio pugliese e devono diventare uno strumento per capire dove intervenire e con quali priorità. L’obiettivo è superare una gestione legata soltanto all’emergenza e costruire una capacità di intervento più stabile, basata sulla conoscenza dei fenomeni e sulle specificità dei singoli territori».
E cosa si può fare?
«L’attività di controllo resta fondamentale, ma non può essere l’unico fronte. L’elevato numero di controlli dimostra che c’è un’importante attività di vigilanza. Ora bisogna fare un passo in più: agli accertamenti devono seguire prevenzione, ripristino dei luoghi e un monitoraggio costante degli interventi».
Ma serve la collaborazione anche degli enti?
«Da qui la proposta di un protocollo d’intesa con la Regione Puglia. Serve mettere attorno allo stesso tavolo Regione, Arpa Puglia, Comuni, università e associazioni per condividere dati, individuare le criticità e costruire risposte specifiche per i diversi territori». Un confronto che dovrebbe coinvolgere anche gli organismi regionali già previsti per la promozione della legalità, così da evitare sovrapposizioni e rafforzare il coordinamento. Un lavoro che, nelle intenzioni di Legambiente, dovrebbe tradursi anche in un rapporto annuale sulla legalità ambientale».
E per il futuro cosa dobbiamo aspettarci?
«Dobbiamo sapere dove e come cambiano i fenomeni e verificare nel tempo se le misure adottate funzionano. La repressione è necessaria, ma senza prevenzione il problema rischia di ripresentarsi».
