L’ultimo Consiglio regionale prima della pausa estiva diventa anche l’occasione per Antonio Decaro di rilanciare la sfida politica al Governo. A margine della seduta il presidente della Regione Puglia torna ad attaccare l’autonomia differenziata, allarga il fronte dello scontro ai trasporti pubblici locali e rivendica le prime scelte economiche della sua legislatura.
Il messaggio è netto: il Sud rischia di pagare un prezzo sempre più alto. Secondo il governatore, c’è una nuova emergenza destinata ad aprire un altro fronte di scontro istituzionale. «La vera bomba a orologeria riguarda il trasporto pubblico locale».
Decaro punta il dito contro il decreto illustrato nelle ultime ore in Conferenza Stato-Regioni. «Il Governo vuole superare l’attuale Fondo nazionale trasporti da circa cinque miliardi di euro, che oggi viene ripartito con criteri perequativi. Se quella proposta dovesse passare, ogni Regione dovrebbe finanziare autobus e ferrovie esclusivamente con il proprio bilancio».
Una prospettiva che, avverte, penalizzerebbe soprattutto il Mezzogiorno. «Le Regioni del Sud partono già con infrastrutture meno sviluppate e servizi inferiori. Se ciascuno dovrà cavarsela con le proprie risorse, si allargherà ulteriormente il divario. Per questo la Puglia, insieme ad altre Regioni, ha espresso voto contrario. Si parla di un fondo compensativo di appena 50 milioni di euro: una cifra assolutamente insufficiente. Per noi significherebbe perdere risorse indispensabili per sostenere i contratti già in essere con le aziende di trasporto. Il rischio concreto è dover ridurre autobus e treni. Mi auguro che quel decreto venga modificato».
Non manca un passaggio sull’ex Ilva di Taranto. «È probabilmente il dossier più complicato che abbiamo davanti. Serve anzitutto una risposta del Governo capace di garantire il lavoro e il futuro industriale del territorio». Infine i «compiti per le vacanze» rivolti alla sua squadra. «Spero che assessori e consiglieri si concedano pochi giorni di riposo. Ci aspettano mesi difficili, soprattutto sulla sanità sulla quale ho deciso di metterci la faccia fin dal primo giorno e sulla tenuta della spesa pubblica. Ma ci sono anche tante opportunità da costruire».
