Dal palco della convention di Prossima, a Bari, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro tocca alcuni dei temi principali del dibattito politico, con particolare attenzione a quelli di più grande attualità: dall’ex Ilva alla manovra, fino alla sanità. Temi su cui il governatore chiama Roma a rispondere delle proprie scelte.
Sul dossier Taranto, Decaro ribadisce l’urgenza di una svolta radicale per lo stabilimento siderurgico. «Ci aspettiamo una nuova azienda green che non inquini e non metta in crisi la salute dei cittadini», dichiara, ricordando come i dati epidemiologici locali registrino «tra il 10% e il 20% in più di malattie cardiovascolari, polmonari e tumori rispetto al resto della regione».
Per l’ex Ilva serve un piano sostenibile, accompagnato da un quadro normativo ed economico che renda l’area attrattiva per nuovi investimenti nazionali grazie ad agevolazioni straordinarie.
Duro anche lo scontro sulla sanità. Decaro respinge le accuse del centrodestra sul piano di riordino sanitario e sui fondi Pnrr destinati alle case di comunità, difendendo l’operato della Regione: «Non è vero che non abbiamo speso i fondi, li abbiamo spesi tutti e le strutture sono in corso di attivazione». Il governatore accusa i parlamentari di Fratelli d’Italia di «speculare sperando che la Puglia vada male per vincere le elezioni».
La stoccata finale riguarda la manovra economica nazionale, giudicata penalizzante per il servizio sanitario pubblico. Fronte comune, sottolinea Decaro, anche con i governatori di centrodestra: davanti a una richiesta di 6,8 miliardi da parte delle Regioni, ne sono stati stanziati solo 2. Sotto accusa finisce in particolare il bonus per gli over-75 da 1,6 miliardi, misura che secondo il presidente pugliese finirà per favorire la sanità privata lasciando alle Regioni l’onere di gestire le liste d’attesa. «Un meccanismo comodo per il Governo – conclude provocatoriamente Decaro – a questo punto si riprendano la gestione della Sanità».
