Un mese di silenzio dal ministero e la crisi Natuzzi precipita, mettendo a rischio uno dei simboli del Made in Italy e l’intero distretto del mobile murgiano. A lanciare l’allarme sono i sindacati Cgil e Fillea Cgil, che insieme alle federazioni di Cisl e Uil hanno inviato una lettera di sollecito al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alle Regioni coinvolte e ai vertici aziendali del gruppo.
I sindacati chiedono con urgenza la riapertura del tavolo di confronto, a trenta giorni dalla prima richiesta rimasta senza risposta.
La situazione per le lavoratrici e i lavoratori si fa ogni giorno più drammatica. Secondo quanto denunciato dai sindacati, la produzione viene progressivamente delocalizzata in Romania, mentre in Italia si fa sempre più massiccio il ricorso alla cassa integrazione.
I dipendenti, dicono ancora le sigle, ricevono gli stipendi in costante ritardo e a rate, in un contesto produttivo segnato dalla carenza di materiali.
Dei cinque impianti originari dell’azienda ne restano operativi soltanto due, nei quali regna una grave disorganizzazione che ostacola le lavorazioni e crea pesanti disagi, con ricadute negative anche sulle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Cgil e Fillea sottolineano che il declino del gruppo rischia di trascinare nel baratro l’intera filiera del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata.
Per questo motivo, la convocazione di un incontro al Mimit viene definita dai rappresentanti dei lavoratori come un passaggio non più procrastinabile per salvaguardare l’occupazione e la tenuta industriale del territorio.
