La protesta del comparto agricolo e dei trasporti attraversa l’intera Puglia. Da giorni le tensioni per il caro carburante e per l’aumento dei costi di gestione paralizzano le attività produttive, unendo in una sola voce le istanze del Nord Barese – in particolare dei centri di Andria e Corato – e della provincia di Foggia, con Cerignola come snodo centrale delle agitazioni. Manifestazioni in corso anche a San Giovanni Rotondo e nel Brindisino.
Nel Nord Barese la mobilitazione di agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori sta registrando un’adesione massiccia. Ad Andria è intervenuta la sindaca Giovanna Bruno, che ha portato il proprio sostegno ai manifestanti evidenziando l’impatto devastante della crisi sui bilanci delle famiglie e delle aziende locali.
Anche la vicina Corato vive ore di presidi e cortei di mezzi pesanti, a testimonianza di un territorio in cui la filiera olivicola e i trasporti rappresentano il cuore pulsante dell’economia.
A Cerignola la protesta è giunta al sesto giorno consecutivo con un imponente corteo partito da piazza Duomo e diretto verso la statale 16 e la zona industriale di Foggia. In piazza, al fianco del sindaco Francesco Bonito e degli studenti, il vescovo della diocesi, monsignor Fabio Ciollaro, ha incontrato gli autotrasportatori e i lavoratori in presidio, sottolineando l’urgenza di indirizzare le risorse verso chi ha reale bisogno e ponendo l’accento sulle priorità sociali rispetto alle spese di riarmo.
La mobilitazione prosegue anche a Brindisi. Circa 500 tir si sono radunati all’interno dell’area di Costa Morena a ridosso dello scalo marittimo. Così come informano dal Comune di Brindisi, a breve «un corteo di mezzi si rimetterà in movimento per immettersi lungo la Strada Statale 379 in direzione Bari, con probabile fermata o rallentamento all’altezza della località di Specchiolla».
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd Puglia, Domenico De Santis, denunciando l’insostenibilità dei costi del gasolio che stanno mettendo in ginocchio marinerie, agricoltura e logistica. De Santis ha criticato l’operato del Governo Meloni, contestando le politiche di autonomia differenziata e ribadendo che «se si ferma il Sud si ferma il Paese».
