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Autonomia differenziata, Decaro: «A rischio la sanità del Sud. Piuttosto si aboliscano le Regioni»

Decaro non usa giri di parole per descrivere quello che considera il vero motore politico dietro la riforma dell’autonomi

Autonomia differenziata, Decaro: «A rischio la sanità del Sud. Piuttosto si aboliscano le Regioni»
(Foto ANSA – Matteo Corner)

La battaglia politica sull’autonomia differenziata si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è intervenuto con fermezza in un’intervista rilasciata al Quotidiano di Puglia, lanciando un pesante allarme sulla tenuta del sistema sanitario nazionale e proponendo, come provocazione istituzionale, una strada radicalmente opposta a quella intrapresa dal Governo.

Al centro della contestazione del governatore ci sono le pre-intese già siglate e approvate in Senato con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, accordi che rischiano – secondo i critici – di drenare risorse dal Mezzogiorno verso il Settentrione.

«Un disegno per drenare risorse al Sud: gestisca tutto lo Stato»

Decaro non usa giri di parole per descrivere quello che considera il vero motore politico dietro la riforma dell’autonomia: «Se si gratta la vernice dell’autonomia, si rivela il vero movente. La sanità è in affanno ovunque, anche al Nord, tra liste d’attesa storiche, pronto soccorso in tilt e carenza di medici. È per questo che si cercano altrove, ovvero nel Mezzogiorno, le risorse che non bastano più. Ma se questo è il disegno, la conclusione onesta dovrebbe essere un’altra: meglio abolire le Regioni. Se lo Stato non riesce a garantire equità con un sistema regionale, si prenda la responsabilità di gestire direttamente la sanità, assicurando a tutti le stesse cure».

Nei giorni scorsi, il presidente pugliese aveva già formalizzato un appello alle forze di centrodestra locali e a tutti i governatori meridionali per fare fronte comune contro i patti a quattro siglati a Roma. Una posizione che Decaro rivendica come puramente amministrativa e non ideologica: «A Roma si stanno scrivendo le regole della sanità pugliese dei prossimi dieci anni, quando al governo della Regione potrebbero esserci loro. Non voglio polemizzare con l’esecutivo o con l’opposizione interna. Voglio solo che i diritti dei pugliesi valgano quanto quelli dei veneti o dei liguri. Non posso mettere l’interesse di partito davanti a quello dei cittadini».

Il governatore ha inoltre risposto frontalmente alla storica obiezione del centrodestra, che ricorda come l’autonomia differenziata sia figlia della riforma del Titolo V della Costituzione varata proprio dal centrosinistra: «Sull’autonomia non mi sono mai sottratto all’autocritica. Ma ora andrebbero riscritte le regole insieme, attraverso un percorso condiviso che metta alla base un sistema perequativo. Lo abbiamo già fatto per i Comuni quando ero presidente dell’Anci, dimostrando che non è affatto impossibile».