C’è un doppio fronte sul quale la Guardia di finanza sta cercando di fare luce nell’ambito degli accertamenti sul global service bandito e aggiudicato da Adisu. Da una parte c’è un nutrito gruppo di lavoratori salentini che, attraverso una serie di esposti, avrebbero segnalato un cambio di contratto ritenuto penalizzante. Dall’altra c’è il conto del nuovo affidamento, destinato a coprire i prossimi sei anni, aumentato del 62 per cento rispetto al precedente identico appalto.
Gli elementi di indagine
È proprio la combinazione di questi due elementi ad aver attirato l’attenzione degli investigatori. Gli esposti sarebbero partiti da alcuni lavoratori impiegati nel servizio, che avrebbero denunciato una modifica del contratto collettivo applicato alle loro immutate prestazioni. Da operatori del turismo sarebbero, infatti, passati al contratto del settore multiservizi. Una trasformazione che, secondo quanto sostenuto nelle segnalazioni, non sarebbe stata accompagnata da un cambiamento sostanziale delle condizioni di lavoro, ma avrebbe prodotto una pesante riduzione retributiva sulle buste paga.
Il dubbio
Il nodo da chiarire è se, a fronte di mansioni e modalità operative che sarebbero rimaste sostanzialmente analoghe, vi fossero le condizioni per applicare un diverso contratto e quali sarebbero state le ragioni alla base della scelta. Una questione che non riguarderebbe soltanto la retribuzione dei singoli dipendenti, ma investirebbe anche l’impostazione complessiva del servizio e le condizioni alle quali il personale sarebbe stato inserito nell’organizzazione dell’appalto.
Gli accertamenti non sembrano fermarsi al capitolo del lavoro. Un’altra circostanza avrebbe, infatti, acceso il faro della Finanza: il valore economico del nuovo global service. In questo sessennio, l’importo dell’appalto risulterebbe superiore del 62 per cento rispetto a quello precedente. Circostanza per la quale verifiche sarebbero in corso. Un incremento rilevante che, secondo l’ipotesi da verificare, meriterebbe di essere analizzato voce per voce. Gli investigatori stanno provando a comprendere da cosa derivi la maggiore spesa e quali fattori avrebbero inciso sulla determinazione dell’importo complessivo.
La differenza di importi
Il raffronto tra il vecchio e il nuovo affidamento potrebbe, quindi, diventare uno degli elementi centrali degli approfondimenti. Numeri, capitolati, condizioni contrattuali e organizzazione del lavoro saranno messi a confronto per ricostruire l’intero percorso che ha portato alla nuova gara. Per ora si tratta di accertamenti e non di responsabilità già definite. Saranno gli atti e le verifiche degli investigatori a stabilire se le circostanze contenute negli esposti trovino una giustificata conferma e se l’aumento del valore dell’appalto sia interamente riconducibile a motivazioni tecniche ed economiche documentabili. La partita, dunque, si gioca su due piani apparentemente distinti ma destinati a incrociarsi: quello dei diritti economici dei lavoratori e quello dell’impiego delle risorse pubbliche. Ed è proprio su questo intreccio che gli investigatori vogliono vederci chiaro, ricostruendo passaggi, decisioni e numeri di un appalto destinato a incidere per i prossimi sei anni.
