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Affitti brevi, Barbanente: «La Puglia vive una vera turistificazione: la legge è ok» – L’INTERVISTA

L’analisi di Angela Barbanente, docente del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, del Territorio di Poliba, sull’overtourism

Affitti brevi, Barbanente: «La Puglia vive una vera turistificazione: la legge è ok» – L’INTERVISTA

«Se guardiamo ai dati medi regionali, per la Puglia non possiamo parlare di overtourism. Tuttavia siamo di fronte a un processo di turistificazione che ha interessato negli ultimi anni soprattutto le città di Bari e Lecce». E’ l’analisi di Angela Barbanente, docente del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, del Territorio di Poliba.

Lei ha ricoperto il ruolo di assessora regionale dal 2005 al 2015. È stata delegata all’Assetto del Territorio, Urbanistica e Politiche abitative. Ha guidato la stesura e l’attuazione del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale). Cosa trova di cambiato in Puglia?

«Parlo di turistificazione perchè alcune città sono state travolte da un processo che è stato molto rapido. Quando le dinamiche sono accelerate, gli impatti si sentono maggiormente perchè i territori investiti non si sono organizzati adeguatamente».

Cosa pensa della nuova legge regionale?

Questa proposta, che si ispira a quella della Regione Toscana, ha certamente aspetti positivi. Credo sia un bene aver pensato allo strumento dei regolamenti, invece di chiedere ai comuni, come ha fatto l’Emilia Romagna, di modificare i piani urbanistici, viste le difficoltà degli enti locali a metterci mano. Bisogna però capire quanto i Comuni siano attrezzati in termini di personale e risorse per farlo in maniera adeguata. In generale, penso che questa euforia turistica debba essere mitigata da atteggiamento più consapevole, pensando a migliorare anche la qualità dell’offerta».

Qual è il rischio?

«Perimetrare alcune aree e creare un “effetto spillover” (traboccamento n.d.r.) per cui si ha lo stesso problema in quelle circostanti. E’ necessaria, invece, una pianificazione dinamica con osservatori che consentano a livello comunale di monitorare e modificare in tempo reale la situazione. Chiaramente i Comuni devono essere costantemente affiancati dalla Regione. A questo proposito è incredibile avere dal 1999 una legge regionale che non prevede il cambio di destinazione d’uso quando un alloggio passa da residenza stabile a residenza turistica. Questa andrebbe sicuramente abrogata. E in fretta».