L’architettura monumentale e il messaggio universale di redenzione si incontrano a presidio dei luoghi di reclusione. Sarà firmata dall’archistar britannica Norman Foster la “Porta della Speranza” che sorgerà davanti alla casa circondariale di Matera, nell’ambito dell’omonimo progetto internazionale promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede insieme al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del ministero della Giustizia.
L’iniziativa, realizzata dal Comitato Giubileo Cultura Educazione con Rampello & Partners (sotto la curatela di Davide Rampello) e il sostegno di Fondazione Cariplo, intende gettare un ponte ideale tra la società civile e la popolazione detenuta, portando l’arte contemporanea nei punti di frontiera dove il dialogo istituzionale e umano risulta più urgente e necessario.
L’opera si inserisce nel prestigioso percorso che vede Matera insignita nel 2026 del titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, riconoscimento condiviso con la città marocchina di Tétouan a sette anni dalla storica esperienza di Capitale Europea della Cultura 2019. Il cartellone delle iniziative, gestito dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, è cofinanziato dal ministero della Cultura.
«La città conferma la propria vocazione a essere laboratorio internazionale di cultura, innovazione sociale e dialogo», ha dichiarato il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. «Rafforziamo così un’identità che guarda al futuro attraverso i valori imprescindibili della pace, dell’accoglienza e della dignità della persona. Questo intervento non rappresenta un semplice traguardo, ma un autentico viaggio collettivo da intraprendere».
