Un coltello da cucina di 13 centimetri è stato trovato nello zainetto di un bambino di 6 anni che frequenta la seconda elementare in una scuola di Trepuzzi, in provincia di Lecce.
È accaduto ieri mattina e a dare l’allarme è stata l’insegnante, avvisata da un compagno di classe del piccolo. È bastato un controllo nello zainetto per scoprire la presenza dell’arma bianca, un coltello da cucina di 13 centimetri. Subito è stata allertata la dirigenza.
A scuola sono arrivati anche i genitori del piccolo e sul posto sono arrivati anche i carabinieri. Attivati anche i servizi sociali.
Da quanto si apprende, il bambino potrebbe essere stato spinto da un compagno a portare il coltello in classe come conseguenza di una lite precedente con altri scolari.
I carabinieri stanno procedendo con gli accertamenti che sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Lecce.
Il sindaco di Trepuzzi: «Fatto critico che non lascia indifferenti»
«Da sindaco intendo rassicurare l’opinione pubblica e i genitori del comprensivo scolastico di Trepuzzi. La situazione è sotto controllo ed è seguita con la massima attenzione dalla direzione scolastica di concerto con i servizi sociali del Comune e le autorità competenti», afferma il sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Maria Taurino, con riferimento all’episodio dell’alunno di sei anni che ieri mattina ha portato a scuola un coltello nascosto nello zaino.
«Preso atto della delicatezza della vicenda che, voglio ricordare a tutti, coinvolge minori, invito i miei concittadini a non assumere atteggiamenti di allarmismo. Quanto accaduto – continua Taurino – certamente ci porta ad accendere un faro su un fatto critico che non può e non ci deve lasciare indifferenti, ma al contempo invito tutti a non cadere nel pettegolezzo delle fughe di notizie generate da illazioni o strumentalizzazioni».
Il primo cittadino spiega che «le istituzioni preposte sono al lavoro per ricostruire i fatti che hanno caratterizzato questo episodio, intervenendo responsabilmente e nei modi opportuni. Infine, da genitore, comprendo anche lo stato d’animo dei familiari coinvolti e per questo chiedo a tutti la massima prudenza».
