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Roma, ancora insulti e minacce a don Antonio Coluccia: tre persone denunciate a piede libero

L’episodio è avvenuto durante una delle passeggiate per la legalità organizzate dal sacerdote salentino che da tempo vive sotto scorta

Roma, ancora insulti e minacce a don Antonio Coluccia: tre persone denunciate a piede libero
Don Antonio Coluccia (foto di repertorio)

Ancora una volta nel mirino di chi non vuole la presenza dello Stato nelle periferie. Don Antonio Coluccia, il sacerdote salentino sotto scorta da tempo per il suo impegno contro lo spaccio e la criminalità, è stato nuovamente minacciato al Quarticciolo, nella periferia est di Roma.

L’episodio è avvenuto durante una delle passeggiate per la legalità organizzate dal sacerdote nel quartiere. Il gruppo che accompagnava don Coluccia è stato accerchiato da alcune persone che hanno rivolto al sacerdote e agli altri presenti insulti e frasi minacciose. Una situazione che ha richiesto l’intervento dei carabinieri, arrivati sul posto per riportare la calma e identificare i soggetti coinvolti.

Al termine degli accertamenti, tre cittadini tunisini sono stati denunciati a piede libero con l’accusa di minacce aggravate. L’episodio riaccende così l’attenzione sulle tensioni che accompagnano da tempo la presenza di don Coluccia nelle zone della capitale dove è più forte il fenomeno dello spaccio.

La solidarietà

Non sono mancate le reazioni delle istituzioni e della politica. Al sacerdote sono arrivate le attestazioni di solidarietà del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e di esponenti del governo, tra cui Matteo Salvini, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida.

Nelle ultime ore si sono aggiunte anche quelle di diversi rappresentanti politici pugliesi e salentini, a testimonianza del legame con il territorio di origine del sacerdote. «Quanto accaduto è un segnale grave, che non può essere ignorato», hanno dichiarato i consiglieri regionali Paolo Pagliaro e Luigi Caroli.

I due esponenti politici hanno ribadito che chi opera quotidianamente nelle periferie per contrastare degrado e criminalità deve poter contare sul sostegno delle istituzioni. «Lo Stato non arretrerà di un passo di fronte a chi tenta di imporre paura e illegalità», hanno aggiunto, esprimendo vicinanza a don Coluccia. Solidarietà è stata manifestata anche dal deputato Erio Congedo, che ha definito l’episodio «inaccettabile» e sottolineato il valore dell’impegno del sacerdote contro spaccio, criminalità e illegalità.