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Nozze a sorpresa nel Leccese: jeans, t-shirt e nessun invitato per dire “sì”

È la scelta anticonvenzionale e intima compiuta lo scorso 26 settembre da Martina e Pietro, 34 anni lei e 35 lui, compagni di vita da 17 anni e già genitori di un bambino

Nozze a sorpresa nel Leccese: jeans, t-shirt e nessun invitato per dire “sì”
(foto Ansa)

Niente abiti sartoriali o veli principeschi, nessun addobbo floreale, zero fotografi al seguito e nessuna bomboniera da distribuire. Soltanto un paio di comodi jeans, t-shirt bianca, scarpe da ginnastica ai piedi e la promessa reciproca di un amore coltivato per quasi due decenni. È la scelta anticonvenzionale e intima compiuta lo scorso 26 settembre da Martina e Pietro, 34 anni lei e 35 lui, compagni di vita da 17 anni e già genitori di un bambino, che hanno deciso di unirsi in matrimonio all’interno della parrocchia dedicata a Maria Santissima Assunta a Monteroni di Lecce.

Una cerimonia rigorosamente “minimal” e vissuta nel silenzio di una navata deserta, lontano dai fasti e dalle consuetudini che solitamente scandiscono i matrimoni tradizionali nel Mezzogiorno. «Per noi contava unicamente il sacramento, scambiarci la promessa d’amore dinanzi a Dio», racconta Martina. «Inizialmente avevamo accarezzato l’idea di una semplice firma civile in Comune, ma credendo fermamente nel matrimonio secondo la dottrina della Chiesa abbiamo preferito vivere il rito religioso nella sua dimensione più pura e autentica».

Matrimonio a sorpresa

La liturgia si è svolta alla presenza esclusiva degli sposi, del loro figlioletto e di tre testimoni ignari, reclutati con un abile stratagemma. Una cara amica della sposa, un cugino e un amico di famiglia sono stati infatti convocati in piazza con la banale scusa di un caffè in compagnia. Soltanto una volta giunti sul posto, i tre hanno scoperto la reale natura dell’appuntamento, reagendo tra stupore, incredulità e qualche battuta ironica prima di varcare il portone della chiesa.

Ad accogliere la comitiva sull’altare c’era il parroco don Giuseppe Spedicato, che ha celebrato l’unione accogliendo con favore la formula essenziale scelta dalla coppia: «Hanno riscoperto e vissuto il senso più autentico del rito matrimoniale, trasmettendo una gioia profonda ed esemplare». Una decisione dettata unicamente da una vocazione alla riservatezza, come tiene a chiarire la sposa: «Non è stata una scelta di risparmio economico, avremmo potuto permetterci la classica cerimonia sfarzosa, ma non amiamo l’ostentazione. Rispettiamo chi fa scelte diverse, ma noi sentivamo il bisogno di proteggere l’intimità del nostro legame».

Il riserbo ha riguardato persino i genitori e i familiari più stretti, tenuti all’oscuro di tutto fino al giorno seguente. La sorpresa è andata in scena ventiquattr’ore dopo, quando la coppia ha riunito parenti e amici con il pretesto di un rinfresco aziendale organizzato per celebrare l’ampliamento delle proprie attività di macelleria. Quando gli ospiti hanno finalmente appreso che il brindisi era dedicato al loro matrimonio appena celebrato, la commozione e le lacrime di gioia hanno preso il sopravvento, suggellando una festa vissuta interamente sull’onda delle emozioni sincere.