Un sit-in nel giardino degli Agostiniani, davanti alla Biblioteca «OgniBene», per esprimere il dissenso alla delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta leccese, che introduce nuovi indirizzi per la gestione delle attività in quello spazio comunale.
In centinaia hanno aderito all’iniziativa per dire no a una riforma che prevede che tutte le proposte passino al vaglio dell’organo esecutivo e quindi dal potere politico e non più soltanto degli uffici competenti. Tra i partecipanti non solo cittadini e frequentatori della Community Library del Comune di Lecce, ma anche politici ed esponenti del governo regionale, come il consigliere e capogruppo del Partito Democratico Stefano Minerva; l’assessora all’Urbanistica Marina Leuzzi e l’assessora alla Cultura Silvia Miglietta, che in una nota, augurandosi un passo indietro dell’amministrazione comunale, ha evidenziato che «le biblioteche pubbliche appartengono ai cittadini e sono gestite da bibliotecari e personale specializzato. Senza ingerenze degli organi politici che sono chiamati solo a garantire risorse, manutenzione, accessibilità, cura degli spazi».
«Le critiche sono legittime, ci mancherebbe. Il confronto è democrazia e un’amministrazione deve saperlo accettare», il commento della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone. «Su OgniBene, però, stiamo parlando di una cosa molto semplice: l’amministrazione esercita il proprio ruolo di indirizzo e gli uffici quello gestionale – prosegue l’ex senatrice -. Niente di più, niente di meno. Io la cultura l’ho sempre concepita a 360 gradi. Credo di averlo dimostrato dando spazio a tutti. OgniBene deve continuare ad essere un luogo aperto, libero e plurale. Non di una parte, ma della città».
L’avvocato Alessandro Presicce, intervenuto nel corso dell’assemblea, ha sottolineato, citando la Costituzione e il Manifesto dell’Unesco, come «la delibera violi la separazione dei poteri e l’indipendenza della biblioteca da influenze politiche». Per questo ha promosso una petizione pubblica per chiedere la revoca della delibera, con l’obiettivo di raggiungere almeno 500 firme.
