Il grande calcio internazionale mette nel mirino il Salento. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 17 giugno 2026, lo stadio “Ettore Giardiniero – Via del Mare” di Lecce è stato ufficialmente inserito nella lista degli impianti candidati a ospitare le partite dei Campionati Europei di calcio del 2032, assegnati congiuntamente a Italia e Turchia.
La formalizzazione e l’accettazione della candidatura sono avvenute a Roma, presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al tavolo istituzionale erano presenti il Ministro Matteo Salvini, il Commissario Straordinario per gli Stadi Massimo Sessa, il Presidente della Commissione Sport e Cultura del Senato Roberto Marti e il presidente dell’U.S. Lecce, Saverio Sticchi Damiani.
Il via libera dei tecnici non era affatto scontato: l’impianto leccese ha superato lo sbarramento burocratico poiché il progetto di profonda ristrutturazione già in atto per i prossimi Giochi del Mediterraneo rispetta integralmente gli stringenti standard strutturali e di sicurezza imposti dalla Figc e dalla Uefa.
Lecce sfida le grandi d’Italia
Con l’ingresso ufficiale del Via del Mare, la griglia degli stadi italiani candidati sale a undici unità. Di queste, solo cinque strutture verranno definitivamente selezionate per ospitare le sfide della rassegna continentale del 2032. Per Lecce e per l’intera Puglia si apre dunque una partita aperta e suggestiva per entrare nella cinquina finale.
A margine del vertice ministeriale, il presidente giallorosso Saverio Sticchi Damiani ha espresso tutto il suo orgoglio per il traguardo intermedio raggiunto, svelando i retroscena diplomatici dell’operazione: «È stato un lavoro senza sosta. Dopo aver centrato l’obiettivo del finanziamento dello stadio per i Giochi del Mediterraneo, ho ritenuto che potesse essere una grande occasione quella di candidarci anche ad Euro 2032. Grazie alla straordinaria collaborazione con il Comune di Lecce siamo riusciti a presentare per tempo tutta la documentazione necessaria».
Il numero uno del club ha poi sottolineato il valore del percorso svolto: «Oggi questo lavoro silenzioso, durato tre mesi, ha trovato piena formalizzazione. L’accettazione era tutt’altro che scontata, essendo subordinata a parametri Uefa rigidissimi. Questo è il passaggio propedeutico fondamentale per inserire Lecce tra le pochissime realtà italiane che possono sognare l’Europa».
