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Inquinamento, una spugna hi-tech mangia petrolio e sostanze tossiche: la ricerca che segna la svolta

Inquinamento, una spugna hi-tech mangia petrolio e sostanze tossiche: la ricerca che segna la svolta
A sinistra Maryam Shahzad Shirazi. Nella foto a destra i ricercatori dell’UniSalento

Una spugna hi-tech capace di mangiare il petrolio e gli inquinanti organici, lasciando l’acqua perfettamente pulita. È il rivoluzionario traguardo al cui raggiungimento ha collaborato un team di ricerca dell’Università del Salento e del Cnr Nanotec. Il grafene, uno dei materiali più straordinari che la scienza abbia mai prodotto, è stato trasformato in un dispositivo riutilizzabile e pronto per applicazioni industriali nel campo della bonifica ambientale.

Il cuore della scoperta, pubblicata in uno studio – che ha come prima autrice e principale ricercatrice Maryam Shahzad Shirazi – sulla prestigiosa rivista «Applied Materials Today», risiede nella capacità di incorporare il grafene, nella sua forma pristina ovvero non modificata chimicamente, all’interno di una struttura polimerica tridimensionale porosa. Una struttura che funziona, appunto, come una spugna: respinge completamente l’acqua, ma assorbe rapidamente oli e sostanze organiche inquinanti. Immersa in una miscela acqua-olio, la seleziona e la trattiene.