Una maxi truffa ai danni dello Stato e dell’Inps è stata scoperta a Nardò. Nel registro degli indagati sono state iscritte 30 persone: un datore di lavoro e 29 falsi braccianti agricoli. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, ha svelato un collaudato sistema di false assunzioni finalizzato all’ottenimento illecito di indennità previdenziali e assistenziali.
Al centro delle indagini degli ispettori dell’Inps è finita un’impresa agricola che, sulla carta, risultava specializzata nella coltivazione di ortaggi con sede legale a Nardò. Tuttavia, i successivi accertamenti hanno fatto emergere una realtà completamente diversa: l’azienda era di fatto un «fantasma», totalmente priva di una sede operativa reale e di mezzi agricoli idonei allo svolgimento delle attività dichiarate.
Le ispezioni
I controlli sul campo hanno stroncato il castello di carte. Durante un primo accesso ispettivo effettuato il 2 luglio 2021, e nei successivi sopralluoghi, i terreni che l’azienda dichiarava di coltivare sono risultati incolti e indisponibili. Gli stessi proprietari delle particelle catastali e i confinanti hanno confermato l’estraneità dei fondi all’attività dell’impresa. A supporto di ciò, gli ispettori hanno utilizzato anche i rilievi fotografici satellitari della piattaforma Google Earth (riferiti al 2017 e al 2018), che hanno dimostrato lo stato di totale abbandono e l’assenza di qualsiasi tipo di coltivazione nel corso degli anni.
A incastrare i trenta indagati si aggiunge la totale assenza di documentazione contabile. L’azienda non è stata in grado di esibire fatture, registri d’acquisto di sementi, piantine, concimi o materiali di consumo, né tantomeno fatture di vendita che attestassero la commercializzazione di prodotti agricoli. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato in questi giorni. Tra i legali che compongono il collegio difensivo degli indagati figurano gli avvocati Federica Filoni e Antonio Palumbo.
