Di fronte all’ingresso dello Studium 2000 di Lecce, stamattina sono comparse una decina di tende, piantate dal sindacato studentesco Unione degli Universitari (Udu) per denunciare il caro affitti e rivendicare un effettivo diritto allo studio.
L’iniziativa salentina si inserisce nel solco della mobilitazione giovanile di carattere nazionale che punta il dito contro i costi insostenibili delle locazioni e la carenza di posti letto.
«Le tende piantate oggi non sono un’esagerazione retorica, ma il simbolo della realtà a cui la speculazione edilizia ci condanna», afferma Chiara Ammassari, coordinatrice dell’Udu Lecce, sottolineando come la questione abitativa incida direttamente sulla dignità e sulla serenità del percorso universitario. «Per “diritto alla casa” non si intende semplicemente il diritto ad avere un tetto sopra la testa, ma il diritto a vivere e restituire agli studenti la dignità e la serenità necessarie per condurre la propria vita o il proprio percorso di studi».
La rappresentante del sindacato studentesco estende la critica anche alle scelte economiche generali: «Il simbolo della tenda serve a rappresentare la gravità della situazione in cui ci troviamo. I sempre maggiori fondi investiti sul riarmo, dal Governo italiano e dall’Unione europea, e le politiche dal capitalismo sfrenato, stanno andando a gravare su diritti che dovrebbero essere fondamentali».
Il presidio di Lecce rilancia il grido d’allarme sulle difficoltà che migliaia di fuori sede affrontano quotidianamente nelle città universitarie, dove la scarsità di alloggi a prezzi accessibili trasforma l’accesso all’istruzione superiore in un privilegio economico anziché in un diritto garantito.
