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Appena eletti, i sindaci di Maglie e Ruffano già in tribunale per presunti favori

Appena eletti, i sindaci di Maglie e Ruffano già in tribunale per presunti favori

A meno di una settimana dalle amministrative che li ha consacrati sindaco di Maglie e di Ruffano, Ernesto Toma e Antonio Rocco Cavallo si sono ritrovati ieri in un’aula di tribunale.

Sono, infatti, due dei ventiquattro imputati coinvolti nell’udienza preliminare che si sta celebrando dinanzi al giudice del Tribunale di Lecce, Marcello Rizzo, nell’ambito dell’inchiesta su un sistema di presunte assegnazioni pilotate degli appalti pubblici nel Salento. Cavallo, che si era già dimesso dopo esser stato coinvolto nell’inchiesta, dovrà fare i conti anche con la costituzione di parte civile dello stesso Comune di Ruffano.

Del resto, in assenza di condanne definitive non esiste alcuna preclusione alla candidatura, se non quella della mera opportunità. Il loro destino processuale si stabilirà il 19 giugno quando, dopo l’arringa difensiva dell’ultimo legale degli imputati, il gup deciderà se rinviarli a giudizio.

I reati contestati, a vario titolo, vanno dalla corruzione al falso, dalla turbata libertà degli incanti alla frode in pubbliche forniture, inclusi subappalto illecito, truffa, ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’accusa principale è quella di associazione a delinquere finalizzata ai reati contro la pubblica amministrazione, su cui difesa e accusa sono pronti a dare battaglia.

Nelle carte dell’inchiesta al vertice della presunta organizzazione ci sarebbe l’imprenditore Marco Castrignanò. Secondo l’accusa, a lui farebbero riferimento diverse imprese che, grazie alla complicità dei pubblici funzionari locali, si sarebbero garantite l’aggiudicazione degli appalti.