Si è svolto l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che a maggio è sfociata nell’arresto per tentata violenza sessuale di un sacerdote sessantanovenne della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. Nel corso dell’udienza protetta, il giovane, oggi diciannovenne, ha confermato le accuse contro il sacerdote, ribadendo davanti al gip del Tribunale di Lecce, Francesco Valente, i tre specifici episodi di abusi contestati al religioso avvenuti quando la vittima aveva diciassette anni.
L’aggravante
Il ragazzo convive con un disturbo dello spettro autistico, una condizione che la Procura ha ritenuto determinante per configurare l’aggravante nei confronti del parroco. Quest’ultimo è accusato di aver approfittato delle condizioni di vulnerabilità e inferiorità psichica del giovane durante alcuni incontri nei locali della parrocchia, in particolare in sagrestia, arrivando persino a invitarlo al silenzio facendo leva sul vincolo del segreto confessionale.
Il braccialetto elettronico
Le indagini sono coordinate dalla pm Erika Masetti, il cui lavoro investigativo, condotto insieme alla polizia, ha permesso di raccogliere i primi elementi di prova dopo la denuncia presentata dai familiari della vittima. L’inchiesta ha portato all’applicazione della misura cautelare dei domiciliari con braccialetto elettronico per l’indagato e ha reso necessario l’incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza e verificare l’effettiva capacità della vittima di rendere dichiarazioni in giudizio.
Il provvedimento
Sul fronte ecclesiastico, nel frattempo, la situazione ha registrato un provvedimento drastico: il prete è stato sospeso dalle funzioni religiose dalla Curia, un atto formale avvenuto su sollecitazione dello stesso indagato. La Diocesi, in seguito all’arresto, aveva diffuso una nota ufficiale esprimendo profondo dolore, manifestando vicinanza alla famiglia e chiedendo perdono.
