svolta giudiziaria e geopolitica investe la drammatica vicenda del volo FZ 1073 della compagnia Flydubai, costretto a un atterraggio d’emergenza a Tabuk dopo una sanguinosa aggressione all’interno della cabina di pilotaggio: il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Amad Saif Al Shamsi, ha disposto la costituzione immediata di una commissione d’inchiesta speciale per fare piena luce sull’incidente. Il team investigativo, operando in stretta sinergia con l’Autorità Generale per l’Aviazione Civile, si avvarrà della piena giurisdizione territoriale garantita dal fatto che l’aeromobile batte bandiera emiratina, attivando i protocolli per accertare se l’azione sia da ricondurre ad attività o finalità di matrice terroristica pianificate e dirette in anticipo.
In una serie di interviste rilasciate ai network statunitensi CNN e Fox News durante la notte, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivelato agghiaccianti dettagli sull’accaduto, ipotizzando il coinvolgimento di attori statali esteri: «Arriveremo alla radice della questione, penso che scopriremo presto se l’Iran è coinvolto». Stando alla ricostruzione fornita dal premier, il comandante di nazionalità indiana Smith Matchachar è stato accoltellato a tradimento dal copilota di nazionalità omanita, riuscendo tuttavia a reintrodursi nei comandi grazie al decisivo supporto dell’equipaggio prima di perdere conoscenza e sventando «una catastrofe delle proporzioni dell’Undici Settembre che avrebbe avuto un impatto devastante sull’intera aviazione mondiale». Il capo del governo di Tel Aviv ha inoltre confermato di aver interloquito direttamente con il presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed e con il presidente americano Donald Trump, incassando dall’inviato emiratino il pieno benestare alla partecipazione di Israele alle indagini di polizia attualmente condotte in territorio saudita dove l’aggressore si trova sotto stretto interrogatorio.
