Un’improvvisa e potenziale svolta riapre la strada della verità giudiziaria sulla strage di Ustica. L’ambasciata francese a Roma ha inviato una nota ufficiale alla Farnesina annunciando la completa disponibilità a trasferire all’Italia l’intera documentazione in suo possesso sul disastro del DC-9 Itavia del 1980, costato la vita a 81 persone. Il materiale promesso da Parigi include atti del ministero della Difesa transalpino che coprono un ampio arco temporale esteso fino agli anni ’90 e che potrebbero fare riferimento alle passate rogatorie della Procura di Roma. Le autorità francesi si sono inoltre dette pronte ad assecondare eventuali ulteriori richieste.
Attraverso la Presidenza del Consiglio e il ministero della Giustizia, l’incartamento è giunto sulla scrivania dei magistrati romani. Di fronte a questo nuovo scenario, i pubblici ministeri sono pronti a ritirare la richiesta di archiviazione dell’ultimo procedimento aperto sulla tragedia, durante l’udienza fissata per mercoledì 30 settembre davanti al giudice per le indagini preliminari di piazzale Clodio.
La notizia è stata accolta con profonda emozione e speranza. Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, ha parlato di un grande risultato raggiunto grazie all’iniziativa politica e al dialogo tra i governi. L’eventuale sospensione dell’archiviazione rappresenta la risposta alle battaglie portate avanti dai parenti delle persone decedute a bordo del volo. Anche dal mondo politico giungono reazioni di forte rilievo: il deputato del PD Andrea De Maria ha definito la scelta di Parigi un passo di straordinaria importanza storica che, dopo decenni di silenzi e depositi mai chiariti, apre una prospettiva del tutto nuova per la ricerca della verità.
