Gli Stati Uniti non allentano la presa su Cuba. Dopo l’incriminazione di Raul Castro e il dispiegamento della portaerei Nimitz ai Caraibi, finisce nel mirino degli Usa anche Gaesa, il conglomerato a gestione militare che controlla fra il 40 e il 70% dell’economia cubana.
Washington ha infatti arrestato Adys Lastres Morera, sorella del presidente esecutivo di Gaesa. Entrata negli Stati Uniti nel 2023, Morera è ora sotto la custodia delle autorità per l’immigrazione in attesa del procedimento di espulsione, ha fatto sapere l’Ice spiegando che la donna rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti e mina gli interessi di politica estera americana.
Il fermo si inserisce nella campagna di pressione americana contro Cuba e mostra come Donald Trump non sia intenzionato a mollare nonostante la guerra in Iran. Prendere di mira Gaesa vuole dire strangolare ulteriormente l’economia cubana già allo stremo. Creata da Raul Castro negli anni 1980 quando era ministro della difesa, Gaesa ha inizialmente aiutato Cuba. Quando è crollata l’Unione Sovietica, il conglomerato ha infatti assunto il controllo di larga parte dell’economia. Il suo potere è aumentato ulteriormente nel 2008, quando Raul Castro ha assunto la presidenza dal fratello Fidel. Gaesa è ancora oggi uno strumento con cui la famiglia Castro esercita potere sull’isola. Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote di Raul conosciuto come «el Cangrejo», il granchio, è infatti molto vicino al presidente di Gaesa, oltre a essere una figura chiave nei contatti con gli Stati Uniti. Il giovane Castro infatti ha incontrato il segretario di Stato Usa Marco Rubio nei mesi scorsi e, insieme a Oscar Perez-Oliva Fraga, pronipote dei fratelli Castro, è una delle figure di spicco che continua a portare avanti l’eredità della famiglia.
Mentre la morsa americana si stringe migliaia di persone sono scese in piazza davanti all’ambasciata americana a L’Avana per manifestare contro l’incriminazione di Raul ed esprimergli il loro sostegno. «Nessuno mi prenderà vivo. Mi troveranno mentre combatto», ha detto l’ex presidente cubano, secondo quanto riferito dalla figlia. Il timore è che per catturare Castro, gli Stati Uniti decidano per un’operazione stile Nicolas Maduro o un’azione militare più significativa.
