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Trump annuncia l’accordo con l’Iran: «Firma a distanza». Ma da Teheran nuova frenata

Tramonta l’ipotesi di un incontro tra Usa e Repubblica islamica per finalizzare l’intesa. Il tycoon: «Presto apriremo lo stretto di Hormuz»

Trump annuncia l’accordo con l’Iran: «Firma a distanza». Ma da Teheran nuova frenata

Le ore di febbrile attesa per la firma del memorandum tra Iran e Usa si accompagnano a una babele di rivendicazioni e smentite sui media e sui social di entrambi gli schieramenti, mentre il mondo guarda con cauta speranza a un accordo «vicino come mai prima d’ora». Ad ogni modo, sembra ormai archiviata l’ipotesi Ginevra: la firma «sarà a distanza», ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, trovando conferma nel mediatore Pakistan che ha poi tentato di chiarire i tempi, parlando sabato di una «finalizzazione prevista nelle prossime 24 ore».

Attesa febbrile

La deadline è stata rilanciata ieri in serata dallo stesso Donald Trump, secondo cui la sigla «è prevista» per oggi «e subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti». Ma Teheran non conferma e continua a prendere tempo, parlando invece di una firma «nei prossimi giorni», a discapito dell’obiettivo statunitense di chiudere entro il weekend, in tempo per il G7 di Evian e per i festeggiamenti del compleanno del tycoon. Ignorando le dichiarazioni iraniane, Islamabad ha in ogni caso insistito sul fatto che la firma sarà oggi. E avverrà «in videoconferenza»: nessuna cerimonia a Ginevra quindi, mentre è cresciuta l’ipotesi che la Svizzera possa ospitare la prossima settimana incontri tra due funzionari di alto livello di Stati Uniti e Iran, con il ministro degli Esteri pakistano che si recherà nel Paese europeo per preparare la riunione.

È poi circolata nuovamente sui media l’ipotesi di un approdo oggi in Pakistan di Araghchi e una sua delegazione, per colloqui tecnici relativi all’accordo. Tutte le indiscrezioni sono state smentite dal portavoce della diplomazia di Teheran, Esmail Baghaei: «Il team negoziale non ha in programma di visitare Ginevra o altre località nei prossimi giorni». Se le dichiarazioni incrociate alimentano l’incertezza su tempi e modalità della sigla, sembra ormai dato per certo che un testo comune sia stato concordato, come annunciato dallo stesso Pakistan. Ad alimentare la speranza, è giunto anche l’annuncio iraniano di una data per i funerali di Ali Khamenei, programmati dal 4 al 9 luglio dopo essere stati rimandati per mesi proprio a causa del protrarsi della guerra.

Intanto, nessuna informazione ufficiale è giunta sul contenuto del memorandum, sul quale prosegue lo scontro di rivendicazioni tra Stati Uniti e Iran, primo tra tutti sul tema del nucleare.