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Treni in ritardo e disservizi, si dimette l’ad di FS: Donnarumma lascia dopo un incontro con Salvini

L’accelerazione arriva dopo una settimana convulsa: i problemi sulle tratte avevano suscitato la forte “irritazione” del ministro

Treni in ritardo e disservizi, si dimette l’ad di FS: Donnarumma lascia dopo un incontro con Salvini
(Foto ANSA – Massimo Percossi)

L’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, rassegnerà le dimissioni nei prossimi giorni, chiudendo in anticipo il proprio mandato d’intesa con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

La decisione, arrivata al termine di un incontro tra i due, serve a inaugurare la “fase due” del gruppo ferroviario, che vedrà al vertice una figura scelta dall’interno dell’azienda, come trapela da fonti del Mit. Tra i nomi più accreditati per la successione circola quello di Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia.

L’accelerazione giunge dopo una settimana convulsa: i disservizi sulle tratte ferroviarie avevano suscitato la forte “irritazione” di Salvini, alimentando le voci di un siluramento.

Nonostante un apparente chiarimento nel tavolo ministeriale di martedì scorso – in cui si registrava un miglioramento della puntualità del 7% rispetto a giugno 2025, il ritorno all’utile per 30 milioni di euro e il centramento degli obiettivi del Pnrr vicini a 25 miliardi – l’incontro odierno ha sancito l’addio anticipato.

Dal Mit precisano che Donnarumma lascerà l’incarico dopo aver concluso i dossier più importanti.

Il cambio al vertice ha subito innescato durissime reazioni politiche. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha attaccato frontalmente il vicepremier: «Matteo Salvini chiede e ottiene le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, ma non se ne va lui, il terminator dei trasporti italiani». Secondo l’esponente dell’opposizione, il ministro userebbe i vertici aziendali come capri espiatori per mascherare i record di ritardi e disagi che colpiscono i pendolari, preferendo concentrarsi sulla propaganda e sul progetto del Ponte sullo Stretto.