Si delineano i contorni del cruento delitto scoperto a Torino all’interno dell’appartamento di via Gulli nel quartiere Borgo Vittoria, dove le forze dell’ordine hanno rintracciato i resti sezionati di un 39enne, Fabio Colapietro. Gli sviluppi investigativi coordinati dal pubblico ministero Lea Lamonaca hanno condotto all’esecuzione di tre provvedimenti di fermo: le contestazioni di omicidio e soppressione di cadavere figurano a carico di un 26enne, il quale avrebbe confessato un gesto d’impeto maturato durante un’accesa colluttazione, mentre per due donne sono scattate le ipotesi di reato legate al favoreggiamento e al concorso nella soppressione di cadavere.
L’allarme è scattato attorno alle ore 23 dopo la chiamata al numero unico di emergenza inoltrata dalla madre del ragazzo da un’abitazione nel quartiere Mirafiori: la donna ha sollecitato l’intervento della Polizia di Stato pronunciando la frase drammatica: «Venite, mio figlio ha fatto del male a uno». Giunti al quarto piano della palazzina di via Gulli, gli investigatori hanno trovato la residente – Nicole Formichetti, un’insegnante 47enne originaria di Rieti impiegata presso un istituto di Ciriè – riscontrando nell’immobile un forte odore acre: durante la perquisizione il personale della Polizia Scientifica e della Squadra Mobile ha recuperato i resti anatomici della vittima custoditi in sacchi neri e all’interno di alcuni secchi ricoperti da cemento a presa rapida, accanto a differenti armi da taglio.
Le verifiche degli inquirenti – estese anche all’abitazione di un 22enne – mirano a chiarire le dinamiche del movente e a ricostruire il continuo via vai di gente segnalato dai residenti dello stabile. La pista sullo scenario del delitto più plausibile è infatti quella della droga: l’insegnante avrebbe da poco lasciato la scuola entrando in un giro di spaccio e consumo di stupefacenti, ambiente “frequentato” anche dagli altri giovani.
