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Tetto a studenti stranieri in classe, Valditara difende la misura: insorgono opposizioni e movimenti

Il ministro assicura ricollocamenti nelle scuole di vicinato e stanzia 14 milioni per la lingua. Il presidente della Toscana Giani: «Norma indegna»

Tetto a studenti stranieri in classe, Valditara difende la misura: insorgono opposizioni e movimenti

​Il provvedimento volto a regolamentare la presenza degli alunni stranieri nelle aule scolastiche riaccende lo scontro politico e sociale. A rivendicare la misura è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sottolineando l’esigenza di affrontare un nodo mai risolto in passato per contrastare la dispersione scolastica: «Il problema della concentrazione degli studenti nelle classi se lo sono posti Mattarella, Berlinguer, la Carrozza, Gelmini: nessuno lo aveva mai risolto, noi ora diamo risposte». L’impianto normativo prevede che nei casi di superamento della soglia del 30% intervenga il provveditorato per coordinare i presidi e ripartire gli alunni nelle scuole di vicinato: «Anche oggi i genitori indicano 4 scuole, non una sola, non è un fenomeno strano rispetto al sistema e si deve trattare di scuole di vicinato, certo il ragazzino non può andare a 20 chilometri di distanza: in caso poi non si riuscisse proprio a trovare un posto, abbiamo previsto 14 milioni di euro a regime per potenziare l’italiano per i ragazzi stranieri che non conoscono bene la lingua italiana».

​Le rassicurazioni dell’esecutivo hanno scatenato le proteste delle opposizioni e dei collettivi studenteschi. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha stroncato l’iniziativa definendola una scelta inaccettabile: «Ritengo che questa rincorsa continua delle teorie di Vannacci da parte della Meloni sia davvero qualcosa di superficiale e demagogico, in questo caso sulla pelle di persone che nel nostro Paese cercano di potersi integrare, fin da piccoli: io ritengo davvero che questa volta si sia superato il limite». Sulla stessa linea gli studenti dell’organizzazione Osa, pronti a promuovere scioperi e mobilitazioni sul territorio nazionale: «Meloni e Valditara si mettano l’anima in pace: pensavano di far passare il loro schifo razzista senza una reazione, invece le scuole hanno già risposto: basta razzismo di Stato, che il governo risolva i problemi veri invece che attaccarci e provare a dividerci, non passeranno!».