Sale a 26 il bilancio dei feriti ed è di quasi 300 sfollati il conto dei cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni a seguito della forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito la caldera dei Campi Flegrei nella serata di ieri.
Secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile e aggiornati nel primo pomeriggio di oggi, sabato 1° agosto, 21 persone hanno fatto ricorso alle cure dei medici dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, mentre 5 sono state assistite al San Giuliano di Giugliano in Campania. Tra questi, cinque feriti risultano attualmente ricoverati per traumi e fratture causati da crolli o dalla fuga frenetica durante il sisma.
Verifiche sugli stabili e primo bilancio dei danni
Le scosse hanno provocato il crollo di alcuni edifici già disabitati e ingenti danni all’edificato dell’area flegrea. Al momento sono 130 i nuclei familiari sgomberati (pari a circa 290 persone), mentre i controlli tecnici del Nucleo dei Vigili del Fuoco hanno già portato alla dichiarazione di inagibilità per 8 edifici residenziali e 5 attività commerciali.
Molte delle persone evacuate hanno trovato accoglienza nelle prime aree attrezzate allestite dai Comuni di Napoli e Pozzuoli. Il Commissario straordinario del Governo, Fulvio Soccodato, sta provvedendo in queste ore all’allestimento di ulteriori due strutture di accoglienza, mentre le forze di polizia hanno fatto scattare immediati servizi anti-sciacallaggio per proteggere le case abbandonate.
Poiché le verifiche sulla stabilità degli stabili sono tuttora in corso, la Protezione Civile ha invitato la cittadinanza a segnalare tempestivamente qualsiasi lesione o danno strutturale riscontrato nei propri appartamenti.
Sulla gravità della situazione è intervenuto il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, confermando che l’emergenza vulcanico-sismica non è finita: «Lo sciame sismico, come ci confermano i vulcanologi dell’INGV, è ancora in corso. Potrebbero quindi verificarsi ulteriori eventi con magnitudo superiore a 3. In queste condizioni servono prudenza e autocontrollo da parte di tutti».
L’impatto del sisma ha causato forti disagi anche alla rete dei trasporti territoriali:
- Trasporto ferroviario: Mentre la circolazione ferroviaria generale è ripresa gradualmente, rimane completamente interrotta la linea Cumana nel tratto compreso tra Bagnoli e Torregaveta. I tecnici di RFI sono al lavoro per riattivare la tratta, con previsione di riapertura entro la mattinata di domani.
- Trasporto marittimo: La Capitaneria di Porto ha interdetto lo scalo portuale di Pozzuoli, deviando tutto il traffico navale e i traghetti diretti verso le isole sul porto di Napoli.
- Costoni rocciosi: L’Autorità Portuale ha vietato l’accesso alle aree demaniali marittime sottostanti le pareti rocciose interessate da crolli e agli specchi d’acqua compresi nel litorale tra Portici e Bagnoli.
- Utenze: Ripristinati completamente, invece, i servizi di erogazione dell’energia elettrica nella zona colpita.
