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Allarme “Super El Niño”: stimati oltre 450mila morti nel mondo entro febbraio per il caldo estremo

Rapporto della Chicago University sugli effetti del fenomeno climatico: drammatico impatto sul Sud del pianeta, in Italia previste 780 vittime in più

Allarme “Super El Niño”: stimati oltre 450mila morti nel mondo entro febbraio per il caldo estremo

Un’ondata di caldo eccezionale legata alle anomalie del fenomeno climatico Super El Niño rischia di provocare una vera e propria emergenza sanitaria su scala planetaria, con una stima che supera i 450mila decessi in eccesso a livello globale nell’arco di tempo compreso tra giugno 2026 e febbraio 2027. A lanciare l’allerta è una dettagliata indagine condotta dal Climate Impact Lab dell’University of Chicago, secondo cui l’innalzamento termico – destinato a protrarsi fino alla prossima primavera con temperature medie superiori di oltre 1,2 gradi e un incremento del 44% delle giornate di caldo estremo – rappresenta una sorta di «cartolina dal futuro» di quello che diventerà la norma nei prossimi decenni.

​Il bilancio più pesante si concentrerà nelle aree del Sud globale: la sola regione del Sahel registrerà quasi 67mila decessi aggiuntivi, guidata dalla Nigeria con 31.400 vittime, seguita da Sudan, Niger e Ciad. Rilevanti anche le proiezioni per l’Asia sud-orientale – con decine di migliaia di morti stimati tra Indonesia, Filippine, Vietnam, Thailandia e Cambogia – oltre ai pesanti impatti attesi in India e Brasile.

​Nel contesto europeo si posiziona anche l’Italia, che si colloca al 49° posto della graduatoria globale per incidenza sulla mortalità e per la quale i ricercatori prevedono circa 780 morti aggiuntive. Gli esperti sottolineano come questi dati a breve termine debbano servire da sollecito immediato per finanziare interventi di adattamento strutturale e politiche di mitigazione, indispensabili per contenere gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico ed evitare che l’attuale escalation di vittime diventi una costante fisiologica.