Un quadro statistico inequivocabile impone una profonda revisione delle strategie di prevenzione del suicidio in Italia: la drammatica realtà dei numeri Istat attesta infatti che circa il 77 per cento dei decessi riguarda la popolazione maschile, con un’incidenza particolarmente marcata tra i soggetti in età lavorativa e nella fascia degli over 70, che da soli rappresentano oltre un quarto del totale delle vittime. Partendo da queste evidenze, la deputata di Azione e Capogruppo in Commissione Esteri Federica Onori ha sollevato la questione in Aula nel corso del question time, interrogando il ministro della Salute Orazio Schillaci e criticando il riflesso automatico per cui «quando si parla di fragilità, le donne vengono iscritte d’ufficio tra le categorie da proteggere», laddove sui suicidi «i dati dicono l’esatto contrario». La parlamentare ha ribadito che l’intento non è sottrarre tutele, ma «smettere di trattare le donne come fragili per definizione: così non le si tutela, ma si perpetrano i soliti stereotipi di genere».
Il rappresentante dell’esecutivo ha accolto le istanze dell’interpellanza, confermando che la popolazione maschile adulta e anziana rientrerà a pieno titolo tra i destinatari espliciti del nuovo Piano per la prevenzione del suicidio, in linea con gli indirizzi del Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e del Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030. La deputata Onori ha commentato con cautela le rassicurazioni del ministero, chiarendo la necessità di un passaggio concreto dal dibattito politico al testo programmatico finale: «Se il Governo lo riconosce, ora lo scriva nel piano. Se si indicano tre categorie prioritarie, chi resta fuori, di fatto, non viene considerato». La parlamentare ha quindi chiesto l’inserimento formale di uomini adulti e anziani con «obiettivi e risorse dedicate», concludendo con un impegno preciso per le prossime fasi: «Siamo soddisfatti della risposta, ma lo saremo davvero quando vedremo il piano. Monitoreremo con attenzione lo sviluppo del piano perché sia più esaustivo possibile».
