Il governo si appresta a prorogare oltre la scadenza del 5 settembre lo sconto di 17 centesimi sulle accise del diesel, mentre la corsa ai rincari dei carburanti non accenna a fermarsi. La misura servirà a prendere tempo in vista di interventi più mirati e strutturali. I dati odierni del 3 settembre dipingono un quadro critico: spinto dal balzo dei listini internazionali, il prezzo medio della benzina tocca i 2,124 euro al litro, il livello più alto dall’8 luglio 2022. Non va meglio al gasolio che, senza lo sconto sull’accisa, sfiorerebbe i 2,316 euro, superando abbondantemente il picco storico registrato a marzo dello stesso anno.
Nell’immediato, l’esecutivo punta a rinnovare lo sconto generalizzato sul diesel attraverso un decreto interministeriale a firma dei ministri Giorgetti e Pichetto Fratin, coperto dall’extragettito IVA di agosto. Tuttavia, per il futuro si studia un pacchetto di aiuti selettivi. Tra le opzioni al vaglio figurano bonus in busta paga per i dipendenti e ricariche per la social card. Il dibattito politico sulla platea dei beneficiari resta però aperto. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto di estendere le tutele oltre il lavoro dipendente, includendo camionisti, agricoltori, pescatori e agenti di commercio, sottolineando come l’esclusione di partite IVA e autonomi rappresenterebbe un grave errore.
Il nodo principale per il governo rimane quello delle coperture finanziarie: trovare nuove risorse non sarà semplice, considerando che le misure per calmierare i prezzi di benzina e gasolio hanno già comportato una spesa totale di circa 2,5 miliardi di euro
